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Huawei avvita una vera fotocamera sul telefono, come funziona
Se l’obiettivo era trasformare uno smartphone in una macchina fotografica, Huawei ci è andata piuttosto vicino. Si chiama Ruiying Z10, ed è il tentativo più sfacciato finora di portare l’esperienza di una reflex direttamente sul telefono.
Negli ultimi anni i produttori cinesi di Android hanno preso l’abitudine di copiare Vivo. L’idea è un teleconverter da montare sul flagship, per fotografare cose lontane che il telefono da solo non vedrebbe. Finora erano accessori “educati”, con una lente fissa e un ruolo da comprimari.
Huawei ha pensato che fosse troppo poco. Con il Mate 90 Pro Max ha messo in campo un accessorio che è quasi un’altra macchina. Z10 è un obiettivo zoom enorme, dotato di un sensore tutto suo da 50 megapixel da 1 pollice.
Lo zoom copre da 24 a 240 mm, con apertura variabile da f/2.0 a f/4.5. Gli altri teleconverter si fermano a una focale fissa, qui si zooma davvero. Il telefono fa da cervello e da batteria, cioè alimentazione, elaborazione e software. Tutto il resto lo fa l’accessorio.
C’è anche una scelta ingegneristica curiosa. Huawei sembra aver fatto agganciare l’obiettivo direttamente al telefono, senza la solita cover-intermediaria che fa da punto di montaggio. Il lato negativo è evidente a occhio nudo, la fotocamera è gigantesca, anche per gli standard dei teleconverter. Scordatevi di infilarlo nei jeans.
Pesa però 346 grammi, meno di quasi tutte le mirrorless. Ed è qui che il giochino diventa interessante, potrebbe entrare dove le macchine fotografiche vere restano fuori dai cancelli, come concerti e partite. Sulla carta è un cavallo di Troia con lo zoom. Poi dipende dai buttafuori.
Il prezzo, invece, non passa inosservato: 5.999 yuan, circa 895 dollari. Più di certi smartphone di fascia alta, per un pezzo di vetro con l’aggancio a vite.
Non basta avere un Mate 90 per usarlo. Huawei spiega che il Z10 funziona con la collector’s edition del Mate 90 Pro Max e con il Mate 90 RS, gli unici due modelli della nuova serie con l’attacco a vite intorno al blocco fotocamere. Gli altri restano a guardare.
I due telefoni non sono mica scarsi. La fotocamera principale da 50 megapixel ha apertura variabile da f/1.4 a f/4.0, con un sensore da 1/1,28 pollici. C’è poi un teleobiettivo periscopico da 200 megapixel con zoom 4x e sensore della stessa dimensione, più un ultragrandangolare da 40 megapixel.
Sul resto della scheda tecnica non si risparmia. Lo schermo OLED da 6,9 pollici arriva a 12.000 nit di picco, la batteria è da 6.800 mAh e il chip è il Kirin 9050 Pro, progettato da Huawei. Il Mate 90 e il Mate 90 Pro sono un po’ più piccoli e hanno specifiche più snelle.