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Star Wars: Galactic Racer - La recensione
Nonostante Disney abbia provato in tutti i modi a sabotare sé stessa, inondando il mercato di film, serie TV e non solo per un franchise che si nutriva dell'attesa legata a grandi eventi cinematografici collettivi, Star Wars è e resta una delle proprietà intellettuali più amate e importanti esistenti al mondo. Ebbene sì, ci avviciniamo ai cinquant'anni di Episodio IV - Una nuova speranza e la gente ancora non si è stancata di sentir parlare di forza, spade laser e jedi vari; la potenza dell'universo creato da George Lucas è innegabile, e il bello è che non si ferma alle vicende della dinastia Skywalker. Se il nostro piccolo mondo contiene storie dai generi più disparati, figuriamoci quante ne può contenere il franchise di Star Wars, pieno di galassie e pianeti, e in cui l'annoso scontro tra Impero e Repubblica rappresenta solo la punta dell'iceberg di un insieme ben più vasto, in cui anche la gente comune può vivere la sua avventura. Se n'è accorto anche chi realizza prodotti audiovisivi legati a Star Wars (mi viene in mente l'antologia animata Star Wars: Visions, piena di idee e creatività), ma è nei videogiochi che questa nuova consapevolezza si sta definendo alla perfezione.
Solo negli ultimi anni abbiamo avuto i Jedi di Respawn Entertainment, le storie del sottobosco criminale con la contrabbandiera Kay Vess in Star Wars: Outlaws di Massive Entertainment e le battaglie tattiche di Star Wars: Zero Company. Un universo, per definizione, ha spazio per tutto, e poteva mancare l'epopea sportiva? Evidentemente no, per informazioni bussare a Star Wars: Galactic Racer, l'opera prima di Fuse Games, ex Criterion che hanno deciso di fare la gioia di chi amava Star Wars Episode I: Racer riportando in auge le corse su speeder e sgusci. Avranno raggiunto il traguardo con successo? Ve lo dico subito!
Alla fine del primo episodio di Futurama vediamo un Fry, disperato per la sua vita monotona da fattorino nel ventesimo secolo, entusiasmarsi come non mai all'idea di fare lo stesso lavoro anche nel 3000; un fattorino sì, ma spaziale! Ecco, l'aggiunta di quell'innocuo aggettivo cambia tutto, aggiunge eccitazione, adrenalina, prospettive fantastiche a qualcosa di ordinario. È quanto succede a Star Wars: Galactic Racer, che io stesso ho definito nella mia anteprima e nell'intervista che ho avuto il piacere di condurre qualche tempo fa come una sorta di Formula 1 spaziale; un motorsport già per sua natura esplosivo, dinamico, eccitante ma che, grazie all'ambientazione di Star Wars e i veicoli futuristici, riesce a elevarsi ulteriormente.
La morsa dell'Impero sulla galassia è stata finalmente rotta e la Nuova Repubblica fa ancora fatica a rimettersi in piedi, le condizioni perfette perché un certo tipo di intrattenimento clandestino trovi lo spazio di venire fuori. È proprio in questo contesto che per mano di Darius Pax, un esperto meccanico e appassionato di corse, nasce il Campionato Galattico, una competizione i cui piloti sono sponsorizzati da sindacati e in cui per inseguire la gloria della vittoria si deve essere davvero coraggiosi, date le velocità che si raggiungono in pista.
Nella Campagna del gioco indossiamo i panni e il casco di Shade, un pilota chiamato proprio da Pax per deporre il campione Kestar Bool dal suo trono; un trono costruito su corruzione e scorrettezze in una rivalità figlia anche dei trascorsi del protagonista, con la sua storia che, già in passato, si era intrecciata con quella del rivale. Star Wars: Galactic Racer viene definito dai suoi sviluppatori come un gioco di corse basato su run. Quello che vi troverete davanti nella parte single player è di fatto un modello roguelite con una struttura divisa in Atti e in cui, in caso di fallimento, si ricomincia dall'inizio della porzione raggiunta, seppur conservando qualcosa dall'esperienza appena fatta. Si può poi chiaramente abbandonare in qualsiasi momento un tour in corso per poterlo ricominciare dall'inizio. Per partecipare al Campionato Galattico serve un Gettone: