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Rebus risorse per la manovra dopo il Dpfp, le misure in bilico
Il rischio di una manovra senza margini sul deficit, dunque con misure da finanziare a copertura integrale: una strada in salita ora che la maggioranza ha investito capitale politico sull'Irpef, sugli aiuti gli under 35 o gli esercizi commerciali, le pensioni. Misure che il Dpfp fa apparire in bilico. Per non parlare della necessità di prorogare, o magari rendere 'strutturale', quella che ad oggi è una sospensione del bollo nel 2027.
E' la situazione in cui si trova il governo, stretto da una parte dalla pressione dello spread e dallo shock energetico globale che, prima ancora dei vincoli europei sul deficit, suggeriscono prudenza sui conti pubblici con debito che sfora il 138% del Pil. Dall'altra dalle richieste della maggioranza in vista del voto nel 2027. Il menù dei partiti per la legge di bilancio, alla voce 'costi', dice che l'abolizione del bollo auto, dopo le risorse già stanziate per il 2027 (2,3 miliardi) che poggiano sul Pnrr, richiederebbe circa 5 miliardi per una stabilizzazione triennale. Portare a 60.000 euro, dagli attuali 50.000, la soglia di reddito per l'aliquota Irpef al 33% vale circa 2,5 miliardi, una somma che secondo il responsabile economico Pd Antonio Misiani "costerà quello che il fiscal drag si porterà via, anzi qualcosa di meno". La replica della flat tax su aumenti contrattuali, festività, produttività vale 2,6 miliardi. Meno impegnative le ipotesi di flat tax al 5% per gli under 35 neoassunti (si parla di circa 350 milioni).
Meno realistiche, invece, alla luce della Dpfp, le ipotesi di pensione anticipata a 64 anni (1,6 miliardi l'anno) e allargamento ai redditi fino a 100.000 euro della flat tax per le partire Iva. Poi ci sono gli adeguamenti pensionistici all'inflazione, e l'allarme lanciato dai sindacati sul drenaggio fiscale da inflazione: si stimano fra i 3,4 e gli 8 miliardi che si aggiungono ai 30 miliardi - secondo la Cgil - costati ai lavoratori fra il 2022 e il 2025. "Sta crescendo una protesta sociale profonda perché milioni di italiani non ce la fanno più", tuona Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde. Per la maggioranza parla Maurizio Lupi di Noi Moderati: "Le risorse devono concentrarsi anche sui giovani: proponiamo zero tasse per gli under 30 e un aiuto concreto per chi cerca casa, con una cedolare secca al 5% per gli affitti a lungo termine".
Ma a 'ingabbiare' la manovra sono i numeri del Dpfp consegnato venerdì notte al Parlamento, che danno sostanza all'avvertimento lanciato venerdì dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti su una "maggiore attenzione". La spesa per interessi l'anno prossimo sfonda i 100 miliardi l'anno. Il percorso della spesa netta, il parametro-chiave del nuovo patto di stabilità, non concede margini di ulteriore deficit sul 2027, lascia invece circa 3,5 miliardi di spazio di manovra sul 2028 e 6,5 miliardi sul 2029. Certo, c'è lo scostamento che il governo punta ad ottenere dall'Ue per energia e difesa attivando la clausola di salvaguardia nazionale: 14,4 miliardi di extra-deficit, fra il 2027 e il 2028, per ciascuna delle due voci. Uno stratagemma per reperire risorse, affidato al negoziato politico con l'Ue, potrebbe essere reperire risorse usando la clausola salvaguardia per spese già programmate in difesa o nella sicurezza energetica. Nella relazione al Parlamento sul Dpfp, sulla 'Nec' energetica, si individuano interventi sul trasporto pubblico per gli studenti, aiuti alle imprese su rinnovabili e decarbonizzazione, 'energy release'. Si parla di ecobonus e colonnine ma le richieste sono elevate: "aiutare le famiglie è necessario" ma ridurre le bollette per le imprese "deve essere una priorità" dice il vicepresidente di Confindustria per l'Energia, Aurelio Regina.
L'alternativa per trovare margini per la manovra sarebbero rimodulazioni di voci di spesa, ossia tagli. O maggiori entrate: dalla tassazione degli 'extraprofitti' - nodo di tensione nella maggioranza con la Lega che spinge e Forza Italia che frena - a un sempre