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Rabbia e voglia di riscatto, la serata da incubo dei lulistas
Serata da incubo, tra rabbia, paura, ma anche voglia di riscatto per le centinaia di militanti 'lulisti' che hanno seguito lo scrutinio in un evento organizzato dal Pt, in un maxi salone dell'Hotel Renaissance, nel centro di San Paolo.
Il conteggio parte subito male: con il 10% dei voti scrutinati Bolsonaro Jr è al 50%, Lula addirittura dieci punti dietro. Tutti rimangono impassibili: sanno che i primi seggi vengono dalle zone del sud, bastioni del bolsonarismo, ma non possono credere che sia così avanti. Sono fiduciosi che lo scarto si ridurrà ma da subito si insinua la paura della disfatta. Si spera che Lula possa recuperare quando arriveranno i voti delle sue roccaforti del Nord est. E così in effetti accade, ma la rimonta è scarsa, insufficiente. Alle 9 e mezza di sera la doccia fredda: il dato definitivo dice che Bolsonaro è avanti di due punti e che il ballottaggio sarà difficilissimo. E' come un cazzotto in faccia a chi da settimane ha lavorato per la conferma del suo amato leader al Palazzo di Planalto, la sede della presidenza di Brasilia. Poco dopo arriva Lula tra gli applausi e i cori. Il suo microfono non funziona. Allora impugna un megafono, uno di quelli che vengono usati nei cortei. Ma anche stavolta non si sente la sua voce. Poi il microfono torna in azione. Una metafora di questa serata. E delle difficoltà che Lula ha avuto a parlare al Brasile, nella settima campagna elettorale della sua vita. Malgrado tutto, la sua gente è tutta con lui. Il dubbio che il loro mito, probabilmente l'ultima icona della sinistra del novecento, si stia sciogliendo davanti ai loro occhi, è come un brutto pensiero da cacciare dalla testa prima possibile. "Qui in Brasile lottiamo per la democrazia, rispetteremo il voto popolare e cercheremo di invertirlo al secondo turno," dice all'ANSA l'ex deputato di San Paolo Luiz Turco, importante leader storico del Pt in città. Ma non sembra credere molto alle sue parole. "Avremo più tempo e sarà più chiaro per i brasiliani capire quali siano i progetti di uno e dell'altro. Mi aspetto che Lula vinca", conclude per cercare di farsi coraggio. "È un brutto risultato. Il pianeta sta attraversando un momento di trasformazione globale con l'avanzata dell'estrema destra", ammette Luciano, un elettore di mezza età, con la sua maglietta rossa. "Ma abbiamo un presidente che è un guerriero e vincerà sicuramente questo secondo turno", conclude ottimista. Avremo più tempo e vinceremo. E' la parola d'ordine di questi militanti che non vogliono perdere la speranza. "Non c'era tempo per approfondire contenuti fondamentali e per far capire che difendiamo un Brasile che genera posti di lavoro, che è democratico e rispetta le donne e la comunità Lgbt. È un Brasile in cui tutte le persone possono essere incluse", aggiunge un altro lulista più giovane. La serata si conclude. Bolsonaro compare in Tv. E proclama che "oggi è finita l'era del Pt". Questi militanti faranno di tutto per dimostrargli che si è sbagliato. Ma sono consapevoli che sarà un impresa difficilissima.
Rabbia e voglia di riscatto, la serata da incubo dei lulistas
SAN PAOLO,
05 ottobre 2026, 18:36
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