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Meloni, sulla richiesta di flessibilità c'è interesse in Ue. Fonti Ue, 'flessibilità c'è già'
Sulla richiesta all'Ue di maggiore flessibilità per l'inflazione "mi pare che ci sia interesse perché è una questione di buon senso ovviamente. Poi è ancora un dibattito lungo, perché per arrivare a risposte di questo tipo si deve trovare una convergenza tra la Commissione, gli Stati membri, il Consiglio ma sicuramente c'è interesse ad ascoltare".
Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del vertice Med9 a Spalato, spiegando di aver "avuto modo di parlarne con la presidente von der Leyen durante le nostre discussioni", e che il tema "non l'ha posto solamente l'Italia, l'ha fatto ad esempio anche la Grecia".
"Partendo dal principio che abbiamo dimostrato di essere in questi anni addirittura più rigorosi nel rispettare le regole di bilancio europee, riteniamo che questo ci legittimi a porre il tema, ovviamente insieme ad altri Paesi, di come queste stesse regole debbano essere in qualche modo adattate alla realtà odierna". Lo afferma il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in videocollegamento con l'assemblea di Federtrasporto. "Cioè noi non mettiamo in discussione il piano generale, ma dobbiamo considerare i fattori rilevanti che in qualche modo condizionano la realtà di oggi", aggiunge.
Il Patto di stabilità già prevede si tenga conto dell'impatto di un'inflazione più elevata del previsto nell'esame del rispetto dei percorsi di spesa degli Stati membri. Lo apprende l'ANSA a Bruxelles da fonti informate, dopo la richiesta di flessibilità sulla spesa dalla premier Giorgia Meloni. "E' più complicata una valutazione rispetto all'utilizzo dell'extragettito Iva legato all'inflazione - aggiungono -. Poi evidentemente verranno fatte delle valutazioni, ma all'origine le regole riviste del Patto sono state pensate per impedire l'uso di un eventuale 'tesoretto' che si venisse a creare in casi come questo".