// ANSA ESTERI — MONDO
Arringa finale del pm al processo Maradona, 'Diego abbandonato alla sua sorte'
"Il nucleo centrale delle
imputazioni è rimasto intatto alla luce di quanto emerso nel
dibattimento. La procura ha dimostrato oltre ogni ragionevole
dubbio l'esistenza di una struttura anarchica caratterizzata da
una disorganizzazione assoluta. Quel gruppo di improvvisati era
guidato da Leopoldo Luque. Tra l'11 e il 20 novembre 2020 questo
gruppo di persone ha infranto tutti gli obblighi a cui si era
impegnata, abbandonando Maradona alla sua sorte". Con queste
parole il pm, Patricio Ferrari, ha dato il via alle arringhe
dell'accusa e delle parti civili nel processo in Argentina che
vede imputati i sette componenti lo staff medico responsabile
della degenza di Maradona dopo l'intervento per rimuovere un
ematoma alla testa.
Per tutti - il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra
Agustina Cosachov, lo psicologo Carlos Diaz, l'infermiere
Ricardo Almiron, il suo capo, Mariano Perroni, la coordinatrice
dell'assicurazione sanitaria Swiss Medical, Nancy Forlni, e il
medico clinico Pedro Di Spagna - il principale capo
d'imputazione è quello di omicidio semplice con dolo eventuale,
con una pena prevista tra gli otto e i 25 anni di prigione. Dopo
il clamoroso annullamento del primo processo per lo scandalo del
documentario filmato clandestinamente dalla giudice Julieta
Makintach, il nuovo giudizio ha preso il via ad aprile e si
avvia ora verso la conclusione con le arringhe finali dei
difensori delle parti e l'attesa sentenza del Tribunale di San
Isidro.
Arringa finale del pm al processo Maradona, 'Diego abbandonato alla sua sorte'
BUENOS AIRES,
08 ottobre 2026, 18:01
Veloci, dettagliate, verificate. Nella tua casella mail.
Certificazione ISO 9001 I “processi di Produzione, distribuzione e pubblicazione di notizie giornalistiche in formato multimediale, servizi di informazione e comunicazione giornalistica” ANSA sono certificati in alla normativa internazionale UNI ENI ISO 9001:2015.
Certificazione UNI PdR 125:2022 Misure per garantire la parità di genere nel contesto lavorativo relativo alla produzione, distribuzione e pubblicazione di notizie giornalistiche in formato multimediale, servizi di informazione e comunicazione giornalistica.