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Troppi lavoratori stranieri: blocco dei visti per Microsoft
L’amministrazione Trump ha bloccato le richieste per i visti H-1B effettuate da Microsoft. Secondo il Vice Presidente JD Vance, l’azienda di Redmond ha assunto troppi lavoratori stranieri e licenziato quelli statunitensi. Il provvedimento riguarda anche Adobe, Cognizant, Infosys, Tata Consultancy Services, Wipro, HCL Technologies e Capgemini. Sono state inoltre avviate indagini nei confronti di nove università.
I visti H-1B vengono richiesti dalle aziende statunitensi per i lavoratori altamente qualificati che provengono da altri paesi. Consente di ottenere una residenza temporanea per tre anni (rinnovabile per altri tre anni) e avviare successivamente la procedura per la residenza permanente (Green Card). I lavoratori stranieri più numerosi con visto H-1B sono indiani e cinesi.
Durante la conferenza stampa “Protecting American Workers”, il Vice Presidente JD Vance ha comunicato che sono state congelate le richieste per i visti H-1B da parte di Microsoft, Adobe e altre sei aziende IT. I lavoratori che hanno già ottenuto il visto non perderanno il loro status, ma sono state bloccate a tempo indeterminato sia le richieste pendenti che la procedura per la residenza permanente.
Il Vice Presidente ha pubblicamente accusato Microsoft:
Purtroppo, negli Stati Uniti non c’è stata nessuna azienda che abbia abusato del sistema più di Microsoft.
Secondo JD Vance, Microsoft ha licenziato 6.000 lavoratori americani l’anno scorso, beneficiando di 6.300 visti H-1B per lavoratori temporanei e quasi 3.000 Green Card.
L’azienda di Redmond ha smentito le affermazioni del Vice Presidente, sottolineando che la maggioranza dei suoi dipendenti è americana:
Delle circa 6.000 domande di visto H-1B presentate nell’ultimo anno fiscale, l’80% riguardava la proroga o la modifica dello status di dipendenti Microsoft già in forza all’azienda. Non si trattava quindi di assunzioni di nuovo personale. Le restanti richieste, relative a nuovi assunti, riguardavano persone già legalmente presenti negli Stati Uniti che avevano deciso di lavorare per noi e rappresentano appena l’1% della nostra forza lavoro statunitense. Non si tratta, dunque, di persone appena arrivate nel Paese.
L’amministrazione Trump ha inoltre avviato un’indagine nei confronti di nove università, tra cui MIT, Yale, Stanford, Brown e Harvard, in quanto avrebbero abusato del programma che permette di ottenere un visto J-1 per gli studenti stranieri.