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3 videogiochi che sfottono i giocatori quando sono proprio scarsi
La larga maggioranza dei videogiochi disponibili offrono molteplici selettori di difficoltà per venire incontro alle esigenze di ogni tipo di utente, anche i meno abili e che preferiscono cimentarsi con le modalità più facili. In alcuni casi, però, giocare male o selezionare la sfida più bassa comporta prendersi anche veri sfottò.
Di seguito vi citiamo 3 videogiochi che prendono in giro i giocatori quando si dimostrano proprio scarsi pad o mouse e tastiera alla mano:
L'ultimo Metal Gear realizzato da Hideo Kojima per conto di Konami si è distinto per un gameplay decisamente complesso, sofisticato e soddisfacente che elevava all'ennesima potenza tutta l'essenza Action/Stealth che ha fatto la fortuna di questa leggendaria serie. Ma l'ancora oggi sorprendente Metal Gear Solid V The Phantom Pain poteva rivelarsi anche un titolo piuttosto impegnativo in certi frangenti e non alla portata di tutti. L'avventura con protagonista Venom Snake non aveva però un selettore di difficoltà vero e proprio: come fare per semplificarlo? Ebbene, bastava semplicemente indossare un ridicolo ed umiliante cappello da pollo che rendeva i soldati nemici molto più lenti e meno reattivi, permettendoci quindi di affrontare in maniera molto più tranquilla la maggior parte delle missioni. Peccato però che il cappello doveva restare perennemente indossato e ben visibile su schermo, dazio da pagare per le nostre ben poco brillanti abilità di spionaggio.
Ninja Gaiden del 2004, uno dei massimi capolavori del compianto Tomonobu Itagaki, è passato alla storia come uno degli Action più intensi e spietati di ogni epoca, di quelli che richiedono massima precisione e totale dedizione per essere padroneggiati e per superare le sue sfide sempre più ardue missione dopo missione. Tanti giocatori ai tempi trovarono troppo difficile il classico di Team Ninja e per questo motivo già dalla successiva ed acclamata riedizione Ninja Gaiden Black venne inserita la modalità facile nota come Ninja Dog. Ma per sbloccarla bisogna prima morire ripetutamente giocando alla difficoltà standard e, dopo un tot di sconfitte, un messaggio chiederà di passare alla difficoltà minore. Accettare di abbassare il grado di sfida avvia un filmato con Ryu a terra ed Ayane che lo denigra, dicendo di aver sopravvalutato le sue capacità e che non è affatto un maestro come ha sempre creduto. Un colpo basso rivolto in realtà proprio al giocatore, umiliato per le sue scarse abilità.
L'apprezzata opera di MachineGames ci va giù pesante da subito con le prese in giro verso l'utente, ancora prima di iniziare la partita. Essendo un FPS di stampo old-school, Wolfenstein The New Order ci va giù pesante con la sfida offerta ed anche giocando alla difficoltà normale i giocatori hanno comunque pane per i loro denti. E poi ci sono le due difficoltà più basse che già dai loro nomi sembrano proprio schernire senza pietà chi li seleziona. "Non farmi male" sarebbe la difficoltà facile e già si prende gioco di noi trattandoci come ragazzini impauriti. Ma quello ancora più basso è persino più brutale: "Posso giocare papà?", condito con un'immagine del protagonista BJ Blazkowicz con tanto di ciuccio in bocca. Per gli sviluppatori di Wolfenstein siamo dunque alla stregua di poppanti indifesi: uno sfottò a suo modo geniale.
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