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Giorgetti alla Camera: 'In pochi in Aula? Ma io c'ero...'
Nell'Aula della Camera la seduta in cui si esamina il Documento programmatico di finanza pubblica 2026. Saranno votate le risoluzioni su Dpdp e scostamento: sulla prima è necessaria la maggioranza semplice, sulla seconda la maggioranza assoluta. In Aula il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
Pochi in Aula? "Ma io c'ero...", ha detto Giorgetti replicando con un sorriso ai cronisti che alla Camera gli hanno chiesto delle poche presenze per il momento questa mattina in Aula. In apertura del suo intervento il ministro aveva detto, constatando in qualche modo i ranghi ridotti in Aula: "buongiorno onorevoli colleghi presenti...", parole commentate da un applauso, "molti di voi hanno partecipato alle riunioni delle commissioni", ha proseguito con il suo intervento.
Pd, M5s, Avs e Iv hanno presentato una risoluzione unitaria sul Dpfp. Tra gli impegni c'è il dover "riconsiderare radicalmente gli impegni di spesa assunti in sede Nato e scongiurare ulteriori aumenti delle spese per i sistemi di armamenti. "La Camera, esaminata la Relazione al Parlamento" in cui "si prevede di ricorrere all'indebitamento - riferito al biennio 2027-2028 - per un valore di 0,3 per cento del PIL (fino a circa 14.4 miliardi) per interventi in materia di energia e per un valore fino al 0,3 per cento del PIL (fino a circa 14.4 miliardi) per interventi in materia di difesa. In particolare, si prevede il progressivo rafforzamento delle capacità operative e tecnologiche, in coerenza con gli obiettivi assunti in ambito Nato", "in un contesto economico caratterizzato da una gravissima spirale inflazionistica" non autorizza il "governo a dare attuazione a quanto indicato nella citata relazione". E' quanto si legge nella bozza della risoluzione del centrosinistra sullo scostamento.
La richiesta dello spostamento di bilancio per l'attivazione della clausola di salvaguardia Nec per difesa ed energia "è un passo consapevole di scostamento rispetto alla linea di prudenza che ho richiamato". Lo afferma il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in aula alla Camera. "Sono qualcosa che la commissione riconosce e che i mercati hanno riconosciuto sostenibile in un percorso di sostenibilità della finanza del debito pubblico italiano".
"Programmare soprattutto a tre anni in situazioni di grande turbolenza è assai complicato e gli aggiornamenti, come dimostrano le rilevazioni del Fmi sono settimanali, per cui la decisione fondamentale che sottende" ai nostri ragionamenti è che "quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta prima di uscire un mare a aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell'imbarcazione ed è quello che abbiamo cercato di fare" in questi anni. "Questa rotta - ha aggiunto - riteniamo di doverla confermare in un momento come questo in cui si annunciano nuvoloni all'orizzonte e questo documento risponde a questa impronta e mira a rispettare il sentiero di consolidamento della finanza e punta a rispettare i target fissati dalla nuova governance europea e se le condizioni lo consentiranno sarà possibile l'uscita dalla procedura a primavera", ha aggiunto.
Monti: 'Voterò contro lo scostamento di bilancio'"Io voterò contro lo scostamento di bilancio e la ragione è semplice - ha detto il senatore a vita Mario Monti intervenendo in aula sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026 -: il mondo è entrato in una fase che si chiamerà crisi del debito pubblico mondiale, qualcosa di più grave di quello che abbiamo vissuto con la crisi italiana del debito pubblico. Quella era gravissima per noi, ma era una crisi in quel momento muoveva dall'Italia e aveva però il resto dell'eurozona piuttosto sana, gli Stati Uniti erano molto sani. Oggi le difficoltà finanziarie di questi giorni, ma temo di questi anni, nascono molto più in alto nella gerarchia storica dei paesi. Gli Stati Uniti sono il primo responsabile e nell'Unione europea la Francia oggi è il più colpito, anche perché non ha fatto quelle cose che noi siamo stati indotti, non costretti,