// EVERYEYE.IT — GAMING
Un viaggio tra passato e futuro: ecco com'è davvero il remake di Zelda Ocarina of Time per Switch 2
Abbiamo provato in anteprima il remake di The Legend of Zelda Ocarina of Time per Nintendo Switch 2, fedele all'originale e arricchito da nuove funzioni.
A poche settimane di distanza dal Nintendo Direct dedicato al quarantesimo anniversario di The Legend of Zelda, abbiamo avuto l'opportunità di avventurarci in prima persona tra gli scenari del nuovo Ocarina of Time. Su invito della Grande N, siamo volati a Francoforte, presso la sede di Nintendo Europa, per una sessione di gameplay in compagnia dell'attesa esclusiva per Nintendo Switch 2. In arrivo sulla console ibrida il prossimo 5 novembre 2026, il remake dell'iconica avventura esordita nel 1998 su Nintendo 64 mira a dare nuova vita a uno dei capitoli più amati e celebrati del catalogo del colosso di Kyoto. Dopo aver indossato per qualche ora la tunica di Link, ecco le nostre prime impressioni.
Impugnato il controller, è tempo di convincere il piccolo Link ad aprire gli occhi. Il nostro ritorno a Ocarina of Time non poteva che prendere il via dalla Foresta dei Kokiri, nella giornata in cui tutto cambia per il protagonista. A convincere il giovane a scendere dal letto è infatti l'inaspettata apparizione di Navi, luminescente entità che non esita a presentarsi come la fata personale di Link.
A voler essere precisi, in verità, l'apparizione è inaspettata solo fino a un certo punto: tutti gli abitanti originari del bosco sono infatti accompagnati da una piccola creatura fatata... ad eccezione di Link. Forse ormai rassegnatosi a una vita differente da quella dei suoi coetanei, il nostro fiabesco alter-ego ascolta dunque con una certa incredulità la presentazione di Navi, che - come se non bastasse - sollecita il bambino ad affrettarsi: il Grande Albero Deku lo sta aspettando. Che inizio di avventura sarebbe, però, se per presentarsi al sommo albero saggio che vigila sulla foresta da generazioni bastasse scansare la coperta e percorrere un breve sentiero battuto? È quello che ci fa giustamente notare uno scontroso - e un po' invidioso - Kokiri di guardia al confine dell'insediamento: per raggiungere l'Albero Deku bisognerà pur essere equipaggiati almeno di spada e scudo! Ancora un po' perplesso da tutto questo trambusto, al nostro piccolo Link non resta che volgere i propri passi altrove e iniziare a osservare il villaggio in cui è cresciuto con occhi nuovi.È con lo stesso spirito di Link che a Francoforte abbiamo trascorso la nostra prima ora in compagnia del remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time. A oltre vent'anni di distanza, il regno dei Kokiri restituisce un senso di nostalgia e al contempo di meraviglia. Le abitazioni, le sponde del fiume, gli anfratti più nascosti: ogni cosa è ricostruita in maniera estremamente fedele all'originale del 1998, ma la nuova direzione artistica riesce comunque a veicolare un costante senso di scoperta.
Gli sviluppatori di casa Nintendo si sono presi davvero poche libertà nel reinterpretare la prima ambientazione del titolo, in un'impostazione che sembra confermare l'approccio conservativo già evidenziato nella nostra precedente anteprima dedicata al remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time. Un tutorial lievemente più strutturato guida i passi di Link alla conquista di spada e scudo e alla scoperta delle dinamiche di base di combat system ed esplorazione. Il tradizionale sistema di affondi, parate e schivate torna in azione con movimenti più fluidi e comandi estremamente responsivi, mentre il nostro alter-ego sembra trovarsi perfettamente a suo agio con la gestione libera della telecamera e le nuove abilità che gli consentono di scattare, saltare e immergersi sott'acqua a piacimento: tutte feature che oggi paiono scontate, ma che su Nintendo 64 non lo erano affatto.
A saltare immediatamente all'occhio - pardon, all'orecchio - è inoltre un sound design sorprendentemente immersivo: il vento tra gli alberi, il minaccioso rotolare di un macigno e lo scorrere dell'acqua accompagnano i passi di Link con grande efficacia. Sensazion