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Smart glass: servono maggiori tutele per la privacy
Gli smart glass sono il nuovo pericolo per la privacy. Possono registrare audio e video senza il consenso delle persone, quindi occorrono maggiori garanzie per tutelare i diritti e le libertà fondamentali degli individui. Questo è uno degli aspetti considerati nella dichiarazione adottata dal Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) nel corso della riunione plenaria del 14 ottobre 2026. In alcuni paesi potrebbe essere vietato l’uso in luoghi pubblici.
Il documento (PDF) fornisce innanzitutto una descrizione degli occhiali smart e descrive gli utilizzi che possono rappresentare un rischio per la privacy.
Gli smart glass sono dispositivi indossabili, simili a normali occhiali, dotati di telecamere, microfoni e sistemi di intelligenza artificiale. Possono essere utilizzati per telefonare, tradurre conversazioni in tempo reale, assistere persone con disabilità o documentare eventi. Ma possono anche consentire registrazioni occulte, trasmissioni in diretta sui social e forme di riconoscimento facciale o vocale, con rischi particolarmente elevati in luoghi sensibili come ospedali, scuole, spogliatoi e ambienti di lavoro.
Viene quindi definita la responsabilità dei vari soggetti coinvolti. Il GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) non si applica agli utenti che usano gli occhiali per attività esclusivamente personali o domestiche. Il regolamento deve invece essere rispettato da chi pubblica immagini e video sui social media o utilizza i dispositivi per attività professionali.
Anche produttori e fornitori di applicazioni o servizi sono considerati titolari del trattamento dei dati e non possono trasferire i loro obblighi agli utenti, uno dei quali è la trasparenza. Le persone nelle vicinanze devono essere informate sull’uso degli smart glass attraverso indicatori visivi (LED) o audio, notifiche di prossimità (ci sono app dedicate) o design che permettano di distinguere facilmente gli smart glass dai normali occhiali.
Più difficile stabilire la base legale, in quanto dipende dai dati raccolti dai dispositivi. Il consenso esplicito potrebbe essere difficile da ottenere dalle persone riprese inconsapevolmente, mentre il legittimo interesse richiede un’attenta valutazione dei diritti. In pratica è necessaria una valutazione caso per caso considerando le leggi locali.
Il Comitato suggerisce ai produttori e ai fornitori dei servizi di adottare specifiche misure tecniche per garantire la privacy, tra cui limitazione delle registrazioni continue e dei tempi di conservazione, oscuramento dei volti, pseudonimizzazione dei dati, restrizioni geografiche nei luoghi sensibili e meccanismi che rallentino la condivisione sui social.
Dal 13 ottobre è possibile acquistare in Italia i Meta Ray-Ban Display, Ray-Ban Meta (Gen 3) e Ray-Ban Meta Audio. Questi ultimi non hanno una fotocamera, quindi sono quelli che garantiscono la massima privacy.