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The Callisto Protocol è uscito prima che fosse realmente pronto, secondo l'autore Glen Schofield
A pochi mesi dall'annuncio del suo ritiro dall'industria videoludica, Glen Schofield - celebre autore di Dead Space e The Callisto Protocol - è tornato a parlare apertamente delle complesse circostanze che hanno accompagnato il lancio e il freddo riscontro del suo ultimo progetto. In un'intervista concessa a GamesIndustry.biz, lo sviluppatore ha puntato il dito contro il publisher Krafton, reo di aver forzato Striking Distance Studios a distribuire il titolo prima del tempo nonostante le enormi complicazioni logistiche e umane causate dai lockdown e dai contagi da Covid-19.
Secondo quanto raccontato da Schofield, la pandemia ha impattato pesantemente sulla tabella di marcia del team, colpendo intere sezioni dello studio tra Stati Uniti e Spagna e costringendo la direzione a tagliare svariati contenuti pianificati, tra cui diversi scontri con i boss e interi livelli di gioco. "Mi hanno costretto a lanciare il gioco incompleto", ha dichiarato il director, ricordando come la salute dei dipendenti fosse diventata la priorità assoluta di fronte alla malattia. Schofield ha inoltre espresso forte disappunto per l'atteggiamento del publisher coreano, accusato di essersi limitato a criticare l'opera invece di supportare lo studio durante la realizzazione dei vari update post-lancio.
I piani iniziali di Striking Distance Studios prevedevano anche la realizzazione di un seguito per The Callisto Protocol, il cui sviluppo è stato bloccato da Krafton a causa dei risultati commerciali inferiori alle aspettative. Il progetto avrebbe ampliato la scala degli eventi introducendo un'epidemia virale su più vasta scala, ambientata tra navi spaziali e grandi strutture abbandonate, e integrando tutte le idee di gameplay e di design che erano state forzatamente escluse dal primo capitolo.