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Targa auto sbiadita? Vietato il ritocco 'fai da te', come richiedere il cambio gratuito
Targa sbiadita e auto bocciata alla revisione? Attenzione al ritocco fai-da-te. Esiste una circolare del Ministero per ottenere la sostituzione gratuita.
Porti l’auto a fare la revisione, sai che il motore è un orologio e magari i freni sono nuovi, eppure ti mettono il timbro rosso. Il motivo? Nemmeno lo specchietto scheggiato. Bensì è la targa che si è consumata. È la brutta sorpresa che sta capitando a parecchi automobilisti, costretti di punto in bianco a tirare fuori più di 200 euro per poter continuare a circolare.
Il caso è finito sotto i riflettori dopo un approfondimento del Tgr Rai, che ha ripreso le segnalazioni arrivate agli uffici dell’Aci di Trento. Al centro del problema c’è la pellicola riflettente usata su certi lotti di targhe: con il passare degli anni il materiale cede, i numeri sbiadiscono e per i sistemi di controllo automatici la targa diventa semplicemente… illeggibile.
A guardarla da vicino, magari a occhio nudo la targa sembra ancora a posto. È il test delle telecamere che non perdona. Nel servizio della Rai si vede una macchina immatricolata sedici anni fa: per chi la guarda sul piazzale è chiaramente identificabile, ma gli occhi elettronici dei parcheggi o delle Ztl vanno in crisi e non riescono più a decifrare le lettere.
A quel punto non ci sono alternative: bisogna reimmatricolare di nuovo il veicolo. Dal punto di vista burocratico la pratica è rapida — bastano venticinque minuti allo sportello per uscire con i documenti aggiornati, spiega Mirko Dellamaria dell’Aci di Trento, ma è il conto da saldare a far male. Si parte da 200 euro a salire. E non è un evento raro: “Nell’ultimo anno ci sono giorni in cui ne facciamo anche più di una decina”, ammette Dellamaria.
Di fronte alla spesa, la tentazione di molti è prendere un pennarello nero o un barattolo di vernice e ripassare i numeri sbiaditi. Purtroppo è un’idea sbagliatissima: il Codice della strada vieta in modo assoluto qualsiasi manomissione o ritocco fai-da-te, e chi ci prova rischia multe pesanti.
C’è però un dettaglio che pochissimi conoscono e che potrebbe evitare il salasso: una circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (la numero 20 del 20 febbraio 2002) stabilisce cosa fare se il degrado della targa dipende da un difetto di produzione.
Il meccanismo? Se la Motorizzazione riscontra che lo scolorimento è dovuto a materiali scadenti o a errori di fabbrica del Poligrafico dello Stato, il proprietario ha diritto alla sostituzione integrale e gratuita della targa senza dover sborsare nemmeno un euro.