// EVERYEYE.IT — GAMING
Il miglior Assassin's Creed degli ultimi 10 anni è quello in cui gli Assassini non ci sono
Stai pensando ad Assassin's Creed Odyssey? Sbagliato! Perché il miglior Assassin's Creed dell'ultimo decennio non è quello che ha eliminato gli Assassini dalla propria storia, ma quello che ci ha raccontato perché dovevano necessariamente nascere.
Ebbene sì, sto parlando di Assassin's Creed Origins.
Dal 2017 ad oggi, Assassin’s Creed Origins rappresenta un punto di equilibrio quasi perfetto sotto diversi aspetti. Per molti versi addirittura irripetuto, ad oggi. È stato l’iniziatore del filone RPG, in un contesto in cui la svolta ruolistica era ancora gestibile e senza cadere nel gigantismo dispersivo di Odyssey e Valhalla. Da un punto di vista del gameplay, risulta quindi il titolo ad oggi più centrato ed equilibrato: introduce meccaniche ruolistiche come l'equipaggiamento, lo skill tree, un sistema più o meno ramificato di quest, senza perdersi eccessivamente tra statistiche, calcoli, perk e miriadi di sottotrame.
Ma soprattutto la sua posizione nella timeline gli ha permesso, da un punto di vista della coerenza narrativa, di aderire perfettamente alla filosofia e alle tematiche di Assassin’s Creed pur senza tirare in ballo direttamente Assassini e Templari: perché in Origins la Confraternita non la vivi, bensì assisti alla nascita della Confraternita. Emergono, nella storia di Bayek, tutti quegli spunti filosofici e politici che diventeranno poi il fulcro ideologico degli Assassini.
È questo che differenzia profondamente Origins da Odyssey e Valhalla: nel capitolo greco, gli Assassini non c’erano non solo per motivi cronologici, ma il Credo non era ancora nei pensieri di nessuno, sostituito da una parentesi fantasy-epica che ha fagocitato tutto il resto. In Valhalla la Confraternita c’è eccome, ma Eivor non ne incarna più di tanto i valori (non come Edward Kenway, che pure Assassino non è), e il conflitto tra incappucciati e Templari è qualcosa di marginale che avviene sullo sfondo. E lo stesso concetto può essere applicato sia a Mirage, che è una storia incentrata sul destino personale, sia a Shadows, che si concentra sugli intrighi politici del Giappone nel 1600.
Invece in Origins abbiamo Bayek, un protagonista carismatico e profondo che incarna in modo interessante sia il senso di vendetta sia l’empatia di un leader che protegge il suo popolo dall’ombra. È quanto di più vicino esista a figure come Altair ed Ezio, che di fatto sono tra gli eroi più amati della saga.
È questa, ancora oggi, la grandezza di Assassin’s Creed Origins: è forse l’ultimo vero Assassin’s Creed, capace di raccontare non il Credo in sé, ma perché c’era bisogno degli Occulti.
DualSense Wireless Controller - Gray Camouflage è uno dei più venduti oggi su
Questo testo include collegamenti di affiliazione: se effettui un acquisto o un ordine attraverso questi collegamenti, il nostro sito potrebbe ricevere una commissione in linea con la nostra pagina etica. Le tariffe potrebbero variare dopo la pubblicazione dell'articolo.