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Vivo V80 porta l'AI Creation dei flagship in fascia media, ma c'è un grosso problema
Quando pensiamo alle fotocamere migliori su smartphone, Vivo e Oppo sono quasi sempre in cima alla lista. Il problema è che le loro funzioni più interessanti finiscono quasi sempre solo sui modelli top di gamma, quelli che costano un occhio della testa. Il Vivo V80 vuole rompere questa tradizione, ed infatti porta la nuova modalità AI Creation, finora riservata ai flagship, su uno smartphone che in India costa circa 600 euro al cambio.
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Prima di arrivare al punto, vi anticipiamo che il V80 al momento è destinato solo al mercato indiano e poco altro. Ha un display OLED da 6,59 pollici a 144 Hz con risoluzione 1.5K, il chip Snapdragon 7 Gen 4, 8 GB di RAM e una batteria da 7.200 mAh con ricarica da 90W. Per quanto riguarda le fotocamere, troviamo un sensore principale Sony da 50 megapixel, un teleobiettivo 3x da 50 megapixel, un grandangolo da 8 o 12 megapixel (a seconda della regione) e una selfie camera frontale da 50 megapixel con ottica ZEISS che, grazie alla tecnologia Center-Stage, tiene il soggetto sempre al centro del frame.
Il telefono, come dicevamo, è disponibile in India, nel Sud-Est asiatico e in Medio Oriente, con altri mercati in arrivo nelle prossime settimane.
Il protagonista del pacchetto, però, è la modalità AI Creation. Funziona così: punti il telefono verso una scena, premi il pulsante di scatto e l'AI analizza tutto in automatico, scegliendo lo stile visivo che ritiene più adatto. Vengono proposti anche due stili alternativi tra cui scegliere rapidamente, oppure si può accedere a un menu completo con molte più opzioni. Il risultato? Profondità, colori e atmosfere che la fotocamera tradizionale non riesce a catturare, soprattutto in condizioni di luce piatta.
La modalità include anche una funzione per rimuovere automaticamente le persone dalla scena, senza dover selezionare nulla a mano. Le foto originali restano sempre disponibili nell'app Galleria di Vivo, e lo stile applicato si può cambiare anche dopo aver scattato.
C'è però un dettaglio importante da sapere, cioè che tutta l'elaborazione avviene su cloud, non sul dispositivo.
Questo significa che senza connessione internet i risultati non arrivano subito. L'attesa è di circa un minuto per foto, con un massimo di 10 immagini elaborate contemporaneamente. Vivo ha scelto questa strada per garantire la massima qualità, indipendentemente dalla potenza del chip a bordo.
I risultati, citati da 9to5Google, variano molto a seconda della categoria scelta. La categoria "Travel", con stili come Sunlight, produce effetti convincenti e difficili da distinguere da una foto ritoccata con cura. Le opzioni più drammatiche, come la nebbia o effetti di luce artificiale, sono chiaramente stilizzate ma comunque coerenti. Alcune categorie come "Landscape", invece, reggono bene a colpo d'occhio ma tradiscono l'elaborazione AI appena si zooma un po'.
Altro problema importante è che Vivo non usa SynthID né altri sistemi standardizzati per marcare le immagini generate o modificate dall'AI. L'unica traccia si trova nei dati EXIF della foto, dove compare la dicitura "ai_creation" nei commenti, un campo che strumenti come Gemini non sono ancora in grado di interpretare correttamente.