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Provato Stranger Than Heaven: tra musica e storia, il nuovo gioco di RGG Studio non parla solo ai fan di Yakuza
Se c'è uno studio di sviluppo all'interno di SEGA che non ha bisogno di presentazioni, quello probabilmente è proprio Ryu Ga Gotoku Studio. Anche negli anni meno prolifici per l'azienda di Sonic, il team fondato da Toshihiro Nagoshi non ha mai fatto mancare il suo apporto, sfornando non solo una marea di titoli della serie ex Yakuza ora ribattezzata Like a Dragon, ma anche esperimenti che, pur condividendo il DNA con la saga dedicata alla malavita giapponese, provano a prendere strade differenti.
Lo abbiamo visto con Judgment e lo verificheremo a partire dal prossimo 15 gennaio in maniera ancora maggiore con Stranger Than Heaven, il nuovo ambizioso videogioco dalla fortissima impronta narrativa in lavorazione presso RGG Studio che ha fatto già molto parlare di sé per il cast (ci sono nomi del calibro di Snoop Dogg, Tori Kelly, Ado, Akio Otsuka e persino Tupac Shakur e Bunta Sugawara, ricostruiti digitalmente per ovvi motivi), ma anche per una presentazione in cui a farla da padrona è la musica, tant'è che Stranger Than Heaven, il brano eponimo protagonista del trailer, ha quasi superato in popolarità il gioco stesso.
Stranger Than Heaven, come spiegato dal game director Mikinobu Abe, è stato sviluppato dalle nuove leve di Ryu Ga Gotoku Studio, giovani ambiziosi che hanno avuto la possibilità di mettersi alla prova con un titolo simile; è giusto e sacrosanto che ci sia un ricambio generazionale nelle posizioni di comando in uno studio, è così che fioriscono nuove idee - vedi alla voce Nintendo, con Splatoon e Arms tra gli altri - ma non sempre bastano quelle e le buone intenzioni per realizzare un gran gioco.
Ho avuto finalmente modo di esplorare e vivere un assaggio dell'epopea che attraversa le epoche di Makoto Daito grazie a una demo di circa tre ore che mi ha aperto finalmente gli occhi su cosa aspettarmi, pad alla mano, il 15 gennaio prossimo, quando Stranger Than Heaven arriverà su PC e console.
Se ascoltate il ritornello del tema principale cantato da Tori Kelly, sentirete più volte ripetere la frase "I found a place where I'm not alone"; ecco, le premesse della storia di Stranger Than Heaven secondo me si racchiudono tutte lì. Makoto Daito è un orfano di origini giappo-americane, braccato a San Francisco per un crimine che non ha commesso e spinto dal destino, o dalla sorte a seconda di come vi piace interpretare le fatalità della vita, a fuggire a bordo di una nave non tranquillissima, in quanto legata al contrabbandiere Orpheus, il personaggio interpretato da Snoop Dogg. La prima parte della mia prova si fermava proprio al confronto tra il protagonista e il rapper, un quarto d'ora o poco più, utile soprattutto per farmi un'idea del sistema di combattimento.
Nella seconda parte della mia prova, quella ambientata nel 1915 a Kokura, ho invece sperimentato il gameplay in maniera più approfondita. Qui il nostro protagonista inizia a sentirsi più a suo agio, fa parte di un gruppo e gli viene assegnata la missione di passare una serata con Tae, la prediletta del capo della banda rivale. Manco a dirlo, le cose si evolvono in maniera inaspettata con il nostro che forma un legame profondo con la ragazza, la prima ad essersi premurata di dargli il benvenuto nel suo nuovo paese. Da segnalare come i personaggi parleranno in inglese o giapponese a prescindere dalla lingua selezionata, in un'interpretazione fedele alla messa in scena, con risultati molto apprezzabili.
In questa sessione ho avuto modo di provare alcune delle tante attività presenti nel gioco. Con un tasto si richiama il menu della mappa, in cui sono evidenziati i vari punti di interesse: un indicatore giallo detta la strada per proseguire nella trama principale mentre, tra le altre cose, era possibile sfidarsi a braccio di ferro o a Koi-Koi, un gioco di carte tradizionale giapponese. Chi ha provato un titolo della serie Yakuza sa bene come si possano passare ore senza nemmeno sfiorare le missioni principali, questo Stranger Than Heaven non sembra voler essere a