// EVERYEYE.IT — GAMING
Dalla ferocia dei combattimenti al ritmo della musica: ecco cosa ci ha stupito di Stranger Than Heaven
Stranger Than Heaven fonde cruda violenza, storia e creatività musicale in un'avventura ambientata nel Giappone del Novecento. Promettenti le novità.
Stranger Than Heaven è un'avventura in cui la violenza più cruda va a braccetto con la musica, lo spettacolo e la quotidianità di un Giappone in continua trasformazione. Invitati a Londra per provarlo, nelle circa tre ore trascorse con il pad in mano, ci siamo fatti strada attraverso tre epoche differenti, abbiamo incrociato alcuni dei personaggi che accompagneranno il protagonista Makoto Daito e tirato parecchi pugni, alle prese con un sistema di combattimento che, fin dalle prime battute, si è rivelato molto più tecnico rispetto a quelli a cui lo studio ci aveva abituati.Ma non solo: abbiamo gironzolato per città intrise di storia, provato giochi tradizionali e trascorso un bel po' di tempo in un piano bar a comporre una canzone, sperimentando generi e arrangiamenti musicali differenti. Insomma, tra le tante caratteristiche di Stranger Than Heaven, è stata proprio questa alternanza di situazioni a colpirci maggiormente. Si passa dalla ferocia degli scontri alla libertà creativa della musica con una naturalezza che non ci aspettavamo, lasciando intravedere un'avventura dalle tante sfaccettature. Le prime sensazioni sono decisamente positive, anche se nel corso della sessione londinese non sono mancati alcuni grattacapi, soprattutto sul fronte del combattimento, sui quali torneremo più avanti.
Intanto, una piccola premessa per chi non avesse seguito il progetto fin dai suoi primi annunci. Presentato inizialmente come Project Century durante i The Game Awards del 2024, Stranger Than Heaven è una nuova proprietà intellettuale degli autori di Yakuza e Like a Dragon. Attenzione, però, perché i legami con la celebre saga non si fermano al solo team di sviluppo. Il gioco è infatti ambientato nello stesso universo narrativo, diversi decenni prima delle vicende che abbiamo imparato a conoscere, e approfondirà anche le origini del Clan Tojo.
Non siamo quindi di fronte a un nuovo capitolo di Yakuza, ma a un'avventura autonoma che ne esplora il passato, raccontando una storia inedita sullo sfondo di un Giappone destinato a cambiare profondamente nell'arco di mezzo secolo. Il protagonista è Makoto Daito, un giovane nato negli Stati Uniti da padre americano e madre giapponese. Rimasto solo e cresciuto in un contesto segnato dalle discriminazioni, nel 1915 decide di fuggire da San Francisco e partire alla volta del Giappone, nella speranza di trovare finalmente un luogo nel quale sentirsi a casa. La nostra prova comincia proprio durante la traversata clandestina dell'Oceano Pacifico. A bordo della nave Makoto incontra Yu Shinjo, un ragazzo di origini giapponesi e britanniche che condivide il suo desiderio di ricominciare una nuova vita. I due vengono però scoperti da Orpheus, un mercante e contrabbandiere interpretato nientemeno che da Snoop Dogg, destinato, almeno da quanto abbiamo potuto vedere, ad assumere un ruolo importante nel percorso del protagonista. Già nel prologo abbiamo apprezzato l'attenzione riservata alla caratterizzazione dei personaggi e alle loro motivazioni. Temi come la discriminazione, il senso di appartenenza e la ricerca di una propria identità emergono fin dalle prime sequenze, dando una direzione piuttosto precisa al racconto. L'arrivo in Giappone, del resto, non mette automaticamente fine alle difficoltà di Makoto, che si ritrova ben presto coinvolto nei rapporti di potere della criminalità locale.
A sorprendere è anche il registro narrativo scelto dagli sviluppatori, che almeno nelle sezioni affrontate ci è sembrato particolarmente crudo. Alcuni combattimenti e diverse sequenze cinematografiche assumono tinte persino splatter, pur conservando quella caratteristica alternanza tra momenti drammatici e situazioni decisamente più eccentriche alla quale RGG Studio ci ha abituati.La storia attraverserà cinque città e altrettante epoche: Kokura nel 1915, Kure nel 1929,