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L'IA conquista i videogiochi: usata dal 97% degli studi, ma per oltre la metà resta marginale
Un'indagine pubblicata dalla società di consulenza Vivrato (via VGC) - fondata dall'ex dirigente PlayStation Adam Boyes - ha svelato nuovi dettagli sull'impiego dell'intelligenza artificiale nell'industria videoludica. Basato su 101 interviste confidenziali condotte tra aprile e settembre 2026 con i dirigenti di studi in Nord America ed Europa, il VAIA Report rivela che il 97% degli sviluppatori ha utilizzato l'IA in almeno una forma, mentre il 94% ne fa uso in una delle nove fasi chiave della produzione (dalla pre-produzione al supporto post-lancio). Tuttavia, quando è stato chiesto di valutare da 1 a 10 quanto l'IA sia radicata nei processi di lavoro, il 52% degli intervistati ha espresso un punteggio pari o inferiore a 3, segnalando un'integrazione ancora marginale.
Lo studio mette in luce anche evidenti marcatori geografici tra le due sponde dell'Atlantico, con gli studi europei che mostrano un tasso di adozione più elevato. In Europa, ad esempio, il 70% dei team dichiara di impiegare l'IA per grafica, asset e animazioni, contro il 53% registrato nelle software house nordamericane. L'analisi di Vivrato sottolinea come il dibattito pubblico tenda spesso a schiacciarsi sulla sola IA generativa (come la creazione di immagini, testo o doppiaggio), ignorando l'ampio spettro di strumenti già in uso dietro le quinte, che spaziano dal machine learning fino all'automazione basata su regole per la parte di QA, ovvero il controllo qualità.
"Il discorso pubblico sull'IA nei videogiochi tende spesso a identificarsi solo con l'IA generativa, ma sappiamo che gli studi la usano in modi molto differenti e con risultati opposti", ha commentato Adam Boyes, CEO di Vivrato. "Oggi la domanda fondamentale non è più quali studi stiano usando l'IA, dato che la quasi totalità dei leader confermano di averla integrata. La vera questione riguarda dove viene applicata, quali processi sta cambiando concretamente, cosa sta portando benefici reali e dove invece i team continuano a scontrarsi con ostacoli tecnici e creativi".