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Tre fotocamere da 200 MP, la nuova sfida di OPPO Find X10 Pro Max costa fino a 1800 euro
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L’evoluzione della fotografia sugli smartphone ha raggiunto una fase in cui l’aumento della risoluzione non è più solo una gara di cifre, ma una risposta alla necessità di ritagliare, elaborare e conservare dettagli senza perdere qualità visiva. Con la presentazione globale della nuova serie Find X10, OPPO prova a risolvere un limite storico dei cameraphone: la disparità qualitativa tra i vari sensori posteriori. Se in passato le fotocamere secondarie rappresentavano un compromesso rispetto al sensore principale, il nuovo Find X10 Pro Max integra tre moduli da 200 megapixel ciascuno, portando la massima risoluzione sia sull’ottica principale che sull’ultra-grandangolo e sul teleobiettivo.
Per capire l’impatto di questa scelta nell’uso quotidiano occorre analizzare come l’hardware gestisce una tale mole di dati. Per evitare che ogni singolo scatto occupi decine di megabyte intasando la memoria del dispositivo, OPPO ha impostato un’acquisizione predefinita a 26 megapixel. Si tratta di un valore intermedio ma superiore ai classici 12 megapixel a cui il mercato ci ha abituati, pensato per offrire ritagli più definiti mantenendo le dimensioni dei file del tutto gestibili. Chi desidera sfruttare appieno il potenziale dei sensori, come nel caso di stampe o post-produzione avanzata, può comunque attivare manualmente la modalità ad alta risoluzione.
Sul modello Pro Max, il sensore principale ISOCELL HPC da 1/1,28 pollici sviluppato insieme a Samsung sfrutta la tecnologia DeepPix per ampliare la gamma dinamica fino a 17 stop, una caratteristica che punta a salvare i dettagli sia nelle ombre profonde sia nelle zone d’ombra dei ritratti in controluce o nei contesti notturni ad alto contrasto.
L’ultra-grandangolare adotta un sensore generoso da 1/1,56 pollici con campo visivo di 124 gradi, mentre il teleobiettivo con apertura f/2.1 riduce la distanza minima di messa a fuoco a soli 10 centimetri, trasformandosi all’occorrenza in una lente telemacro per scatti ravvicinati. Il modello base Find X10 condivide la medesima impostazione software, limitando però la configurazione hardware a due sensori da 200 megapixel.
A fare da collante a questa architettura è il nuovo motore di elaborazione LUMO True Image Engine, sviluppato in collaborazione con Hasselblad. Per chi realizza video professionali, il supporto al 4K fino a 120 fps, all’8K a 30 fps, al formato O-Log2 certificato ACES e alla registrazione Open Gate offre una flessibilità di montaggio finora riservata alle videocamere dedicate, con un’integrazione nativa nell’applicazione Blackmagic Camera.
Dal punto di vista costruttivo, i due smartphone si distinguono per un design monoblocco in vetro che raccorda l’isola fotografica alla scocca senza stacchi netti. Entrambi i dispositivi introducono per la prima volta schermi capaci di coprire lo spazio colore BT.2020, uno standard cinematografico più ampio del 40% rispetto al DCI-P3 tradizionalmente impiegato sui telefoni di fascia alta, garantendo una fedeltà cromatica superiore nella riproduzione di contenuti HDR.
I pannelli LTPO a 144 Hz misurano 6,59 pollici su Find X10 e 6,78 pollici sul Pro Max, e vantano certificazioni di resistenza ad acqua e polvere IP66, IP68 e IP69, oltre alla protezione dalle cadute certificata SGS.
Sotto la scocca debuttano i più recenti processori MediaTek: Dimensity 9600M a 3 nanometri per la versione standard e Dimensity 9600 Pro a 2 nanometri per la variante Pro Max. La reale novità per l’autonomia è rappresentata dall’adozione di batterie al silicio-carbonio da 7.150 mAh, una densità energetica che promette di coprire senza affanni anche le giornate di utilizzo più intense, supportata dalla ricarica rapida cablata a 80 Watt e wireless a 50 Watt.
Naturalmente, i nuovi flagship di OPPO si posizionano nella fascia più alta del mercato italiano. OPPO Find X10 Pro Max è disponibile al prezzo consigliato di 1.799,99 euro nell’unica config