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Bimba di tre anni uccisa a coltellate dalla madre in casa
Una bambina di poco più di 3 anni morta, accoltellata. In casa con lei solo la mamma, uno donna di circa 30 anni, di nazionalità russa. È ciò che nella notte si sono trovati di fronte i carabinieri di una pattuglia, arrivati in una struttura di co-housing a Tortona, nell'Alessandrino, in via Baluardo. Li ha allertati una chiamata, poi è stato necessario l'intervento della sezione investigativa della scientifica del comando provinciale dell'Arma per i rilievi e, subito ascoltata dal pubblico ministero, la donna è stata arrestata.
"È sotto shock e tutta la situazione è drammatica dal punto di vista familiare e sociale" ha riferito Federica Tartara, avvocata di Alessandria e difesone d'ufficio della madre, condotta in carcere a Vercelli. Massima la prudenza da parte di investigatori e inquirenti su accertamenti e indagini in corso per chiarire l'esatta dinamica dei fatti e le effettive responsabilità di quanto accaduto. Risulta intanto che nell'appartamento, ricavato come alcuni altri nell'ex canonica ristrutturata della chiesa di Santa Maria Canale, non abitasse invece l'ex compagno, italiano, papà della piccola vittima. Un luogo nel centro storico della città, accanto alla mensa sociale gestita della Caritas di questa cittadina di quasi 27.000 abitanti, ai piedi dell'Appennino ligure, non distante dalla Lombardia. Nel vissuto della donna e in quello così breve della figlia infatti ci sarebbero state forti tensioni familiari.
La coppia si era separata e sarebbe avvenuto in modo conflittuale, con un conseguente disagio economico e abitativo. Per questo di madre e bimba si erano interessati i servizi sociali. Era accaduto dopo una denuncia presentata dalla donna per violenza domestica da parte del compagno, situazioni e comportamenti subiti in presenza della figlia quando la bambina aveva un anno. Un fascicolo civile che era stato archiviato, perché gli episodi riferiti dalla donna non avrebbero avuto sufficiente rilevanza. Secondo le dinamiche del pronto intervento sociale, sarebbe comunque stato fornito il sostegno economico in una situazione ritenuta critica, contribuendo a supportare l'esigenza abitativa della 30enne con la piccola. Parallelamente, sarebbe stato attivato un intervento di sostegno complessivo del nucleo genitori-figlia, con particolare riferimento al recupero della genitorialità paterna e supportando la coppia attraverso azioni educative in favore di entrambi gli adulti.
Durante gli incontri non sarebbe emerso però alcun riferimento a episodi di compromissione della sicurezza della minore e neppure di comportamenti della madre tali da poter ricondurre al tragico epilogo della scorsa notte. Fatti che hanno scosso non solo le persone vicine alla piccola, ma molti in città, a cominciare dal sindaco, Federico Chiodi, che ha invitato al rispetto e ad evitare improvvidi giudizi e pregiudizi, senza rilasciare dichiarazioni ufficiali. Silenzio dal Cisa (Consorzio intercomunale socio assistenziale), salvo confermare la complessità della situazione.