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When Sirens Fall Silent: primo contatto e intervista con LKA
Tra le produzioni italiane più interessanti e coraggiose degli ultimi anni è impossibile non menzionare quelle legate a LKA, studio indipendente con sede a San Casciano, in provincia di Firenze; mi riferisco nello specifico a The Town of Light, del 2016, e a Martha Is Dead, uscito nel 2022, entrambi thriller psicologici con venature horror ma, soprattutto, portatori sani di tematiche mature e persino politiche. Nel primo caso, infatti, parliamo di un racconto ambientato nell'ex manicomio di Volterra e parzialmente ispirato a vicende realmente accadute: la protagonista, Renée, torna nell'istituto dove è stata internata quando aveva appena sedici anni, e attraverso i ricordi della donna il giocatore viene messo davanti alle esperienze traumatiche e violente riservate ai pazienti di questa e, per estensione, altre strutture analoghe prima che venissero chiuse attraverso la Legge Basaglia, promulgata nel 1978.
Anche Martha Is Dead racconta di disagio e fragilità psichiche, spostando tuttavia l'azione in Toscana alla fine del secondo conflitto mondiale dove una ragazza, Giulia, cerca di fare luce su alcuni elementi oscuri della sua infanzia. When Sirens Fall Silent, il nuovo titolo di LKA sviluppato in collaborazione col publisher Wired Productions e destinato a uscire prossimamente su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S, punta a proseguire sul solco dei precedenti progetti dello studio proponendo una narrazione complessa che, ancora una volta, andrà a dialogare con la politica e la storia del secolo scorso per permetterci eventualmente di decodificare meglio il presente.
Nei panni della poliziotta Mila, i giocatori saranno chiamati a indagare su un caso di omicidi e rapimenti ambientato nell'Italia degli anni Novanta; un periodo particolarmente delicato sia per la nazione, che stava attraversando gli sgoccioli della Prima Repubblica, sia per l'Europa, a due passi dal crollo del muro di Berlino e, soprattutto, dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica: tutti elementi che finiranno per incrociare l'avventura della protagonista. Alla Gamescom ho avuto la possibilità di dare uno sguardo al gioco senza poter tuttavia interagirvi direttamente. Per quello ci sarà sicuramente tempo e modo più avanti tuttavia, attraverso la porzione mostratami e i commenti di Luca Dalcò, art director e writer, nonché fondatore di LKA, mi sono fatto un'idea abbastanza chiara delle atmosfere offerte dall'esperienza, del taglio cinematografico che la accompagna e, soprattutto, della cura certosina riposta dallo studio nel ricreare le atmosfere dei primi anni Novanta attraverso la riproduzione di oggetti, capi d'abbigliamento, musiche e millemila dettagli.
Il gioco è tecnicamente un thriller investigativo in prima persona infarcito di meccaniche mutuate dal linguaggio delle avventure grafiche, non troppo diversamente da The Town of Light e Martha Is Dead. La demo mostrava la protagonista, Mila, impegnata nella ricerca di una ragazza rapita presso una zona paludosa della periferia romana; l'area appariva estremamente degradata e piuttosto eloquente riguardo al "marciume" della situazione, ed esplorandola era possibile ricomporre le vicende di alcuni personaggi attraverso vecchie fotografie e testimonianze scritte. Al taglio contestualmente realistico della demo era impossibile - almeno da parte mia - non sovrapporre suggestioni cinematografiche provenienti dalla tradizione horror italiana di area Settanta e Ottanta, da Lucio Fulci a Pupi Avati passando per Dario Argento; un filone narrativo particolarmente efficiente nell'evocare gli orrori della provincia.
Allo stesso tempo, visto che si parla di anni Novanta, certe altre situazioni hanno finito inevitabilmente per ricordarmi anche Il silenzio degli innocenti e I segreti di Twin Peaks, fermo restando che la trama del gioco sembrerebbe ben agganciata alla storia e alla politica italo-europea del periodo, con un focus particolare sul traffico sessuale dilagato dopo il crollo del blocco comunista. La demo si c