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Modern Warfare 4 Recensione: il nuovo MW è uno dei migliori Call of Duty di sempre
Nonostante alcune criticità nei capitoli recenti, il nuovo Call of Duty convince con una campagna intensa e tante novità nel multiplayer.
Sebbene le vendite continuino ad andare alla grande, gli ultimi anni sono stati piuttosto complicati per Call of Duty. L'ormai longeva serie Activision è arrivata sul mercato con una serie di capitoli problematici, che hanno fatto adirare non poco gli appassionati: è emblematica la campagna di Black Ops 7, considerata da molti il punto più basso mai toccato dal franchise. Dopo un lungo periodo fatto di scelte contestate dalla community e storie non sempre azzeccate, è arrivato il momento per gli sviluppatori di dimostrare che la serie ha ancora qualcosa da dire: Modern Warfare 4 si trova così a caricarsi sulle spalle un'enorme responsabilità. Ma si tratta di un episodio riuscito o di un altro inciampo? Dopo averci giocato decine di ore, siamo finalmente pronti a dare una risposta a questa domanda.
La campagna di Modern Warfare 4 si ricollega direttamente al finale del terzo capitolo, con una Task Force 141 ormai a pezzi e John Price nella veste di fuggitivo, braccato dai suoi ex compagni e ormai privo di ogni freno. Parallelamente a questa vicenda, ci viene raccontata anche la storia di Park Hyun-Jun, un soldato sudcoreano con scarsa esperienza sul campo che si ritrova nel mezzo di un'invasione da parte dell'esercito della Corea del nord. A prima vista, i due filoni sembrano completamente scollegati, ma nel corso delle missioni che vengono proposte in un ordine temporale frammentato e non lineare, si comprende piuttosto in fretta quale sia il sottile filo che le unisca.
Non vogliamo raccontarvi troppo della storia di Modern Warfare 4, ma possiamo dirvi senza esitazione alcuna che si tratta di una delle campagne più belle mai viste nella serie. Nelle circa otto ore che servono a raggiungere i titoli di coda, lo sparatutto di Infinity Ward riesce a travolgere il giocatore con un ritmo incredibile. Ogni missione è un incessante flusso di azioni spettacolari, colpi di scena e nodi che vengono al pettine. L'abilità del team è stata principalmente quella di riuscire a riproporre una serie di situazioni già viste nei passati capitoli della serie in una chiave differente e ciò funziona quasi sempre alla perfezione. Troviamo la missione a base di inseguimenti, quella incentrata sullo stealth e persino una lunga sequenza ambientata in un'open map con una quantità impressionante di attività secondarie opzionali, che vi farà dimenticare in meno di un istante le pessime Open Combat Missions di MW3. A sorprendere è anche il modo in cui viene presentata la guerra nelle sezioni sul fronte coreano.
Qui il conflitto ci viene mostrato in tutta la sua brutalità ed è molto più sentito rispetto a quanto vissuto nei passati capitoli della serie e in altre produzioni come il più recente Battlefield 6 (la recensione di Battlefield 6 è a portata di click). Non mancano nemmeno villain degni di tale nome (oltre che ispirati in modo non troppo velato a figure realmente esistenti), contraddistinti da un livello di cattiveria tale da tenere continuamente il giocatore col fiato sospeso, visto che da figure del genere ci si potrebbe aspettare davvero qualsiasi cosa. Quella che possiamo considerare poi la ciliegina sulla torta è la scelta di alcune ambientazioni che non vi sveleremo, ma che ci hanno piacevolmente sorpreso: molto raramente capita di ritrovarsi in simili luoghi all'interno di un videogioco e tale scelta non può che essere premiata per originalità. Il risultato è una campagna che vi terrà incollati allo schermo dall'inizio alla fine e che, a tratti, non vi farà rimpiangere nemmeno i migliori episodi del brand.
Anche il multiplayer online di Call of Duty Modern Warfare 4 non delude. L'ottimo gunplay della serie viene qui accompagnato da un sistema di movimento del tutto rivisitato, che segna un passo indietro rispetto a quanto visto con l'omnimovement degli ultimi due Black Ops, non amatissimo da una buona