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iPhone Duo, prime impressioni: le regole sono cambiate
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L’impressione che il termine “rivoluzione”, usato a lungo nei mesi scorsi quando hanno iniziato a circolare le indiscrezioni sul primo pieghevole Apple, non sia campato in aria è forte già dai primi momenti di utilizzo. iPhone Duo è qui da meno di 48 ore e siamo già convinti che questo iPhone, l’ennesimo che ci apprestiamo a interpretare, cambia il modo di usare un telefono Apple. Forse il concetto stesso di telefono Apple.
Che questo non sia il solito iPhone, migliore qui e là, ma alla fine usato e funzionante come gli altri, il cervello lo capisce prima ancora di ragionarci sopra, basta prenderlo in mano. iPhone Duo ha una presenza fisica che resta percepibile praticamente sempre, anche in tasca. Si manifesta ben più di iPhone 18 Pro Max, pur pesando solo pochi grammi in più, probabilmente perché peso e spessore sono concentrati in un corpo più corto.
Poi ci sono le dimensioni e la forma a passaporto che diventa da tablet una volta aperto, che costringono a cambiare il modo di usarlo. Un iPhone 18 Pro Max è grande e può diventare faticoso da usare con una mano, ma con un po’ di esperienza si può fare. Con Duo aperto è impossibile: le immagini promozionali di Apple che mostrano il Duo aperto sostenuto con una sola mano restituiscono una rappresentazione ben poco realistica. Certo, lo si regge con una sola mano, ma per usarlo ne servono inesorabilmente due.
Da chiuso il discorso cambia: il Duo torna a essere utilizzabile con una mano ed è quello che si tende a fare spesso quando si è in piedi o in movimento. A quel punto si fanno i conti con il display esterno da 5,4 pollici, nitido ma piccolo. È evidente che Apple lo ha pensato per un uso rapido: notifiche, messaggi, controlli veloci e operazioni semplici. Per questo scopo è gestibile e fa bene quello per cui è stato progettato. Per abitudine si tende però a usarlo anche per attività per le quali è meno adatto, per poi accorgersi che per tutto ciò che diventa appena più complesso lo spazio è insufficiente. A quel punto viene naturale aprire il Duo e ricorrere allo schermo interno.
Si ricorre così alla famigerata cerniera, sulla quale pesa l’accusa di essere coinvolta nelle rotture dello schermo. Nel nostro caso nulla di tutto questo. Anzi, apertura e chiusura sono tra le operazioni che ci hanno colpito di più al primo contatto. Sono precise, quasi da orologeria, e danno una sensazione di grande robustezza, con un movimento controllato e appagante.
Gli snodi oppongono la giusta quantità di attrito e mantengono il Duo stabile praticamente in qualsiasi posizione utile. Una sensazione che trova riscontro anche nei primi stress test sulla cerniera di iPhone Duo, nei quali il meccanismo ha mantenuto fluidità e precisione dopo migliaia di aperture e chiusure.
È ancora presto per capire quanto verranno sfruttate davvero modalità tabletop, tent o StandBy, ma la possibilità di appoggiarlo senza supporti esterni appare già una delle caratteristiche più interessanti del formato.
Anche la qualità costruttiva è eccellente. Nonostante la maggiore complessità meccanica, iPhone Duo appare solido, preciso e ben assemblato, con la stessa sensazione di qualità degli altri iPhone. Al primo contatto non trasmette affatto l’idea di un dispositivo fragile.
La cerniera dà accesso al grande display interno. Ed è qui che emerge uno dei suoi punti di forza. Il passaggio tra display esterno e interno è fluido e naturale. La transizione grafica che accompagna l’apertura ha qualcosa di geniale: rende il gesto piacevole anche esteticamente.