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Attack on Titan 3 è un grande e spaventoso parco giochi per gli amanti della serie: anteprima e intervista
Tra un impegno e l'altro, lo scorso 13 ottobre sono volato a Parigi per provare in anteprima Attack on Titan 3, il nuovo capitolo della serie di Koei Tecmo e Omega Force ispirata al manga di Hajime Isayama. Dopo A.O.T.: Wings of Freedom (2016) e Attack on Titan 2 (2018), questo nuovo gioco singleplayer in arrivo il prossimo 10 dicembre su PS5, Xbox Series X/S, Switch 2 e PC si pone l'obiettivo di adattare l'intera storia raccontata nel manga e nell'anime, dall'attacco al Distretto di Shiganshina fino agli eventi conclusivi, affiancando ai combattimenti con i giganti una componente gestionale più articolata e una mappa molto più ampia da esplorare.
Nel corso della mia prova, durata all'incirca quattro ore e limitata al tutorial e ai capitoli 1, 2 e 9 della storia, ho avuto modo di sperimentare diverse sezioni della campagna, dai primi scontri con i giganti fino all'attacco a Marley, scoprendo anche le nuove meccaniche legate al reclutamento e alla gestione dei soldati. La sensazione, dopo questo contatto iniziale, è stata quella di trovarsi davanti a un gioco con degli elementi interessanti, in grado di rifinire una formula con buone intuizioni e apprezzata dai fan, ma che non riesce a scrollarsi di dosso i tipici problemi legati agli adattamenti videoludici di anime e manga, primo tra tutti una veste tecnica non proprio di prima fascia.
La novità più importante di Attack on Titan 3, che lo distingue dai due giochi passati, riguarda il ruolo affidato al giocatore. In questo caso il protagonista non è una recluta, ma un soldato originale della generazione di Levi e Hange, chiamato a guidare il 104° Corpo di Addestramento (inclusi Eren, Armin e Mikasa) nel corso della storia, dai primi addestramenti al conflitto finale. Un cambiamento che si riflette anche sulla struttura dell'avventura, tra personalizzazione, gestione della squadra ed esplorazione al di fuori delle mura. A prova terminata, ho avuto anche l'opportunità di approfondire alcuni aspetti del gioco intervistando il producer Hideo Suzuki, che mi ha svelato alcuni interessanti retroscena, parlando anche delle sue ambizioni e gli obiettivi di questo capitolo finale.
La mia prova è cominciata con un lungo tutorial dedicato al combattimento e all'utilizzo del dispositivo di manovra tridimensionale, aggiornato rispetto alle ultime iterazioni per risultare più fluido e semplice da controllare. Sotto lo sguardo del capitano Keith Shadis, il giocatore è chiamato a mostrare la propria abilità con l'ODM e colpire alcuni manichini per spiegare alle reclute come affrontare i giganti. Questa prima sezione si è conclusa con una gara amichevole tra il protagonista e le reclute, in cui bisogna muoversi nel campo di battaglia ed eliminare più manichini per ottenere il punteggio più alto. È stato un modo piuttosto leggero per prendere confidenza con il sistema di movimento, prima di passare alle cose serie. Da quel momento, infatti, Attack on Titan 3 comincia a ripercorrere gli eventi dell'anime attraverso le missioni della storia, alternando sequenze narrative e combattimenti.
Il primo capitolo è dedicato alle battute iniziali della vicenda, con le prime battaglie contro i giganti, la trasformazione di Eren e la riconquista del Distretto di Trost. Chi ha giocato ai precedenti capitoli ritroverà una struttura familiare, anche se questa volta l'obiettivo è coprire l'intera storia anziché fermarsi ai primi archi narrativi. Le sequenze animate sono state ricostruite con il motore di gioco e si alternano alle missioni vere e proprie, ma non tutto viene mostrato con lo stesso livello di dettaglio. Alcuni passaggi sono stati tagliati e riassunti attraverso schermate di testo, una soluzione che permette di accelerare il racconto ma che, in certi momenti, lascia un po' la sensazione di essersi persi qualcosa. Per chi conosce già la storia non è un problema insormontabile, mentre chi si avvicina alla serie per la prima volta difficilmente riuscirà a dare un senso al racconto.
Ad ogni modo, A