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L'Italia è tra Paesi Ue con l'elettricità più cara per le imprese
Nella prima metà dell'anno, il
prezzo medio dell'elettricità per i consumatori non domestici
nell'Ue, come imprese o uffici di pubblica amministrazione, era
pari a 0,18 euro per chilowattora (kWh), in calo del 2,0%
rispetto alla seconda metà del 2025 e del 5,4% rispetto alla
prima metà del 2025. Lo certificano i dati Eurostat, secondo cui
i prezzi dell'elettricità più elevati si sono registrati in
Irlanda (0,27 euro per kWh), a Cipro e in Italia (entrambi a
0,23 euro). I prezzi più bassi si sono registrati in Finlandia
(0,09 euro), Svezia (0,12 euro), Danimarca, Spagna e Portogallo
(tutti a 0,13 euro).
La tendenza rimane al ribasso, con 19 Paesi Ue che hanno
registrato un calo dei prezzi dell'energia elettrica rispetto
alla prima metà del 2025. I cali più marcati sono stati
registrati in Lussemburgo (-23,8%), nella Repubblica Ceca
(-11,9%) e in Grecia (-11,8%). D'altra parte, i prezzi sono
aumentati in 8 paesi, con gli aumenti più consistenti registrati
in Svezia (+18,8%), Finlandia (+18,7%) e Bulgaria (+14,2%). In
Italia il calo osservato è di circa il 4%.
L'Italia è tra Paesi Ue con l'elettricità più cara per le imprese
BRUXELLES,
04 novembre 2026, 14:57
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