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Memorie più care e meno telefoni: i chip per smartphone crollano del 21%
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Il costo crescente delle memorie sta pesando sull’intera filiera degli smartphone: nel terzo trimestre 2026 le spedizioni mondiali di SoC sono diminuite del 21%, con gli effetti più pesanti sui modelli economici e di fascia media.
Il dato emerge dall’ultimo rapporto preliminare di Counterpoint Research e conferma una tendenza ormai evidente lungo tutta la filiera. L’aumento del costo delle memorie, cicli di sostituzione degli smartphone più lunghi e una gestione prudente delle scorte stanno spingendo i produttori a ridurre i volumi e a concentrare gli investimenti sui modelli che garantiscono margini più elevati.
Al centro del problema ci sono soprattutto DRAM e NAND, cioè rispettivamente la memoria utilizzata dal telefono durante il funzionamento e quella nella quale vengono conservati sistema operativo, applicazioni, foto e altri dati. Il loro prezzo è aumentato mentre una parte crescente della capacità produttiva dell’industria viene indirizzata verso le infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Reuters ha documentato come la domanda dei data center AI stia assorbendo una quota molto elevata della capacità disponibile. Le conseguenze sono già arrivate anche sul mercato dei telefoni: come abbiamo spiegato parlando del crollo delle spedizioni mondiali di smartphone nel terzo trimestre 2026, i produttori devono scegliere su quali modelli utilizzare le forniture disponibili e dove riescono ancora ad assorbire l’aumento dei costi.
La fascia economica è quella che lascia meno spazio di manovra. Ridurre RAM o spazio di archiviazione rende il prodotto meno competitivo, mentre aumentare il prezzo può spostarlo nella fascia superiore. Diversi produttori stanno quindi riducendo il numero dei modelli entry-level e privilegiando smartphone sui quali possono mantenere margini più elevati.
Secondo Counterpoint Research, la pressione non è ancora terminata: i prezzi delle memorie per smartphone sono attesi in crescita di un ulteriore 5% nel quarto trimestre 2026 rispetto al terzo. Alcuni produttori della fascia più economica hanno iniziato a valutare memorie riciclate, ma il loro utilizzo resta marginale per le difficoltà tecniche di integrazione.
Il -21% complessivo non si distribuisce allo stesso modo fra tutti i produttori di SoC. Nel confronto tra il terzo trimestre 2025 e lo stesso periodo del 2026, le quote indicate da Counterpoint cambiano così:
La crescita della quota non significa necessariamente che Apple abbia spedito più chip. Applicando le percentuali a un mercato complessivamente diminuito del 21%, si ottiene una stima di circa -2% per i SoC Apple rispetto a un anno prima. Per MediaTek, con una quota passata dal 34% al 28%, la flessione stimata arriva invece a circa il 35%. Si tratta di un calcolo ricavato dalle quote pubblicate da Counterpoint e non di dati di spedizione comunicati direttamente dalla società di analisi.
La differenza riflette soprattutto la composizione del mercato. MediaTek e UNISOC sono maggiormente esposte ai segmenti medio ed economico, proprio quelli nei quali i costi delle memorie incidono maggiormente sul prezzo finale del telefono. Apple opera invece quasi interamente nella fascia premium, dove un aumento di qualche decina di dollari nella distinta base può essere assorbito più facilmente o trasferito sul prezzo finale.