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I big del tech vogliono cambiare il significato della parola “registrare”
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Quindici secondi. Tanto dura la memoria dell’orecchio dell’Apple Watch Series 12 e dell’Ultra 4, presentati il 9 settembre 2026: un buffer che si riscrive di continuo dentro il Secure Exclave, un’area isolata del chip S11 a cui, secondo Apple, non accedono il sistema operativo, le app, l’utente e nemmeno l’azienda. Sulla pagina di supporto dedicata a Audio Intelligence compare la frase che conta: le funzioni non creano registrazioni audio.
Cosa vuol dire in realtà? All’inizio di ottobre Mark Gurman di Bloomberg ha raccontato nel podcast Power On che Apple prepara una telecamera per la casa, nome in codice J450, senza registrazione video. Un sensore a basso frame rate, con riconoscimento dei volti, riferisce per iscritto che cosa succede nelle stanze. Il prodotto, dice Gurman, è stato proposto come alternativa all’idea inquietante della sorveglianza di massa, e l’arrivo è atteso nel 2027.
Messi uno accanto all’altra, l’orologio e la telecamera, mostrano una realtà che non è chiaro quanto sia accettabile: un microfono sempre in ascolto e un occhio sempre aperto possono convivere con la formula «non registriamo»? The Verge, una delle più autorevoli testate tech americane, ha dedicato un articolo a questo scivolamento di significato, con un titolo che è già una risposta: la definizione di registrazione non si può cambiare così. Solo che probabilmente cambierà. Vediamo perché.
Le funzioni che toccano le conversazioni sono due. Live Rewind scatta con una doppia pressione della Digital Crown e mostra in testo le ultime parole sentite, fino a quindici secondi prima; l’attivazione produce un segnale acustico e un’animazione a schermo, perché chi sta intorno se ne accorga, e il frammento scompare circa trenta secondi dopo lo spegnimento del display, a meno che venga salvato o girato a Siri.
Siri Recap lavora invece in background, secondo un orario o un luogo scelti dall’utente, e ricava un titolo e alcuni punti chiave da ogni conversazione. L’elaborazione passa da Private Cloud Compute, e i riepiloghi si cancellano dopo sette giorni se nessuno li salva.
Le due funzioni sono comparse nella prima beta di watchOS 27.3, distribuita agli sviluppatori il 3 novembre, in inglese e, almeno all’inizio, fuori dall’Unione europea. Qui da noi la discussione resta quindi teorica, per ora. Rimane il fatto che per riassumere una conversazione l’orologio deve ascoltarla mentre avviene, per tutto l’orario impostato, al ristorante come in una sala riunioni. Ma anche a casa, in tram, in treno, a passeggio, nei negozi, in classe. Ovunque.
Sul piano tecnico la distinzione di Apple è netta: l’audio grezzo viene distrutto appena elaborato e ciò che resta è un testo. The Verge obietta che un testo conservato e consultabile è comunque un reperto, e porta l’esempio di Music Detection: una volta identificata la canzone che passa in sottofondo, resta traccia del fatto che quella canzone è stata ascoltata.
Intanto, Apple non è la sola. Anche Google ci sta pensando. Sandeep Waraich, direttore senior per i dispositivi indossabili dell’azienda, ha detto a The Verge che gli occhiali con telecamera potrebbero elaborare le immagini con l’intelligenza artificiale senza salvare filmati, e che in quel caso la telecamera sarebbe soltanto un sensore d’immagine.
La parola, perlomeno nelle lingue legate al latino, ha una storia che aiuta a capire di cosa stiamo parlando. Registrare viene da registro, il libro in cui la cancelleria annotava gli atti, e per secoli ha significato mettere per iscritto, senza alcun riferimento al suono (che ovviamente non si poteva “registrare” su pergamena, papiro o carta).