// PUNTO INFORMATICO — CRONACA
Big Tech USA nel mirino dei democratici, possibili indagini
La maggioranza ottenuta dai democratici al Congresso potrebbe cancellare tutte le “agevolazioni” concesse da Donald Trump alle Big Tech statunitensi, a partire da quelle per favorire lo sviluppo delle tecnologie AI (i governatori hanno promesso di bloccare la costruzione di nuovi data center). Secondo il Washington Post, deputati e senatori democratici hanno già pianificato l’avvio di indagini nei confronti di Apple, Meta e le aziende di Elon Musk. Secondo Bloomberg, sotto esame finiranno anche NVIDIA e il suo CEO Jensen Huang.
Durante il secondo mandato di Trump, numerosi CEO e dirigenti di aziende tech hanno frequentato assiduamente la Casa Bianca. In diverse occasioni hanno portato regali o firmato assegni milionari per finanziare le iniziative del Presidente, tra cui la costruzione della sala da ballo. In cambio hanno ricevuto “favori” tramite ordini esecutivi che eliminano le restrizioni introdotte dall’amministrazione Biden.
Membri della famiglia Trump hanno investito anche in varie aziende che ora ricevono miliardi di dollari di fondi governativi. Uno degli obiettivi dei democratici sarà quello di sottoporre a verifica le pratiche commerciali delle Big Tech che hanno intrattenuto stretti legami con l’amministrazione Trump.
Il deputato Jamie Raskin, che dovrebbe diventare Presidente della Commissione Giustizia alla Camera dei Rappresentanti, è stato piuttosto chiaro:
L’amministrazione Trump è stata assolutamente avvelenata e contaminata da una corruzione basata sullo scambio di favori. Avvieremo una serie di indagini e audizioni per far luce sulla corruzione e, successivamente, promuoveremo le leggi necessarie a porvi fine una volta per tutte.
Secondo il Washington Sun, i democratici hanno preparato un dossier di 181 pagine con l’elenco di tutte le aziende che finiranno sotto indagine. Ci sono sicuramente Apple, Meta e le società di Elon Musk. Diversi studi legali hanno proposto di diventare i consulenti di Musk, in quanto sono certi che l’uomo più ricco del mondo riceverà una raffica di mandati di comparizione.
Gli investigatori invieranno richieste formali all’amministrazione Trump, ma quasi certamente non riceveranno risposte. Invieranno quindi richieste di chiarimenti alle singole aziende che riveleranno informazioni sui loro rapporti con i funzionari statunitensi. A quel punto si “scopriranno gli altarini”.
Un’altra azienda nel mirino è NVIDIA. Secondo i democratici, l’azienda guidata da Jensen Huang non ha adottato sufficienti misure per impedire la vendita dei suoi chip in Cina. Molto probabile anche la presentazione di disegni di legge per bloccare le esportazioni. Verrà inoltre esaminato l’accordo di licenza con Groq, in quanto potrebbe essere un’acquisizione mascherata per evitare i controlli antitrust.