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Stellantis cambia le batterie delle BEV: prezzi più bassi grazie alla tecnologia LFP
Stellantis punta sulle batterie LFP dal 2027 per ridurre i costi delle auto elettriche. Si parte dalla Fiat 500e, mentre in Spagna nascerà una nuova fabbrica
Le auto elettriche vendono di più, ma non sempre fanno guadagnare di più. Stellantis se ne sta accorgendo sulla propria pelle e ha deciso di intervenire su uno dei componenti più costosi: la batteria. Dal 2027 molti modelli europei del gruppo abbandoneranno le celle NCM, contenenti nichel, cobalto e manganese, per passare alle più economiche LFP, basate sul litio-ferro-fosfato.
A confermare il cambio di strategia è stato l’amministratore delegato Antonio Filosa, durante la presentazione dei risultati del terzo trimestre. La decisione arriva in un momento particolare: tra luglio e settembre le vendite europee di auto elettriche Stellantis sono cresciute del 65%, ma la divisione ha registrato una perdita operativa rettificata di 311 milioni di euro, contro un utile di 157 milioni nello stesso periodo del 2025.
Insomma, le immatricolazioni aumentano, mentre i margini continuano a soffrire. E produrre automobili meno costose potrebbe aiutare a cambiare le cose.
Il vantaggio principale delle batterie LFP è economico. Non utilizzano cobalto e nichel nei materiali attivi del catodo, riducendo la dipendenza da materie prime costose e soggette a forti oscillazioni di prezzo. Sono inoltre apprezzate per la stabilità termica e la durata.
C’è però un compromesso. A parità di peso, generalmente immagazzinano meno energia rispetto alle NCM. Per un costruttore significa dover trovare il giusto equilibrio tra autonomia, dimensioni del pacco batterie e prezzo finale.
In Europa questa tecnologia è ancora meno diffusa che in Cina. Nel 2025 le LFP rappresentavano circa il 13% delle batterie montate sulle elettriche vendute nel continente, contro l’81% del mercato cinese.
Stellantis le utilizza già su alcuni modelli economici, tra cui Fiat Grande Panda, Citroën ë-C3 e Opel Frontera, equipaggiati con accumulatori da 44 kWh. La novità è che dal 2027 la tecnologia dovrebbe estendersi a una parte molto più ampia della gamma.
Tra le prime automobili interessate ci sarà la Fiat 500e, per la quale si prospetta una variante con batteria LFP e un prezzo intorno ai 20.000 euro. Una riduzione importante rispetto agli attuali 23.900 euro richiesti in Italia per la versione d’ingresso.
Non sono ancora stati comunicati capacità dell’accumulatore e autonomia. Ed è proprio qui che si giocherà buona parte della riuscita del progetto: la 500 elettrica misura appena 3,6 metri e lo spazio disponibile per installare una batteria più grande è limitato.