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Qualcuno ha riportato Microsoft Word 1.1a in vita sugli x64
Microsoft Word per Windows 1.1a è tornato come applicazione nativa x64. Il 6 agosto 2026 è stato pubblicato il primo commit del port pienamente funzionante, seguito da una raffica di correzioni fino all’8 agosto. Non è un emulatore, non è un’interfaccia d’epoca applicata a un editor moderno: il progetto genera WORD1.exe partendo dal codice e dalle risorse originali del programma del 1990.
È questo il punto che rende il ritorno sostanziale. Il codice storico, noto internamente come Opus, è stato adattato per AMD64 traducendo in C o C++ le routine assembly a 16 bit, ripensando la gestione della memoria segmentata e collegando le vecchie interfacce Win16 alle API Windows moderne. Gli algoritmi e l’implementazione principale in C restano quelli di Word 1.1a: sotto il cofano non c’è un sostituto contemporaneo incaricato di imitarlo.
Il commit iniziale a1c4a1f comprendeva 1.113 file e 513.472 righe aggiunte. Nello stesso 6 agosto arrivarono altri quattro interventi, dedicati al supporto completo dei font di sistema, all’allineamento della memoria, alle finestre Salva con nome e Informazioni e al README. Il 7 agosto seguirono sette commit per tema grafico, margini, scorrimento, ridisegno delle pagine, apertura e salvataggio dei documenti e scorciatoie come Ctrl+A e Ctrl+C.
L’ultimo commit verificato, ac5472e dell’8 agosto 2026, ha portato il totale a 13 e aggiunto il file opus_word1_ui_test.cpp, necessario al test automatico dell’interfaccia. La definizione di port pienamente funzionante rimane quella dichiarata dal progetto, ma non è affidata soltanto a una promessa: la suite controlla il runtime x64, le strutture dati, le tabelle dei comandi, l’avvio del processo e operazioni quali digitazione, selezione, formattazione, dialoghi e salvataggio. Non risultano benchmark indipendenti pubblicati.
Questo ritorno non si traduce in un programma da scaricare e aprire con due clic. Non è stata pubblicata una release binaria: WORD1.exe deve essere compilato dal sorgente disponibile nel repository. Servono Windows a 64 bit, Visual Studio 2022 con gli strumenti C++ desktop, un SDK di Windows 10 o 11, PowerShell e almeno CMake 3.25. Sono previste configurazioni Debug e Release.
Per chi vuole capire se valga la pena riprovarlo, la risposta è quindi netta: sì come esperimento tecnico, storico o didattico; no come ritorno destinato al pubblico generale. Il risultato consente di eseguire nativamente su x64 un vero elaboratore di testi nato nell’era Win16, ma richiede una toolchain di sviluppo e resta vincolato da condizioni giuridiche molto restrittive.
Il repository, infatti, non contiene una licenza generale di primo livello. I termini associati al sorgente storico consentono uso, copia, compilazione e opere derivate soltanto per ricerca, sperimentazione e didattica non commerciali; vietano invece la distribuzione o pubblicazione del software e delle opere derivate. Compilarlo per studiarlo è una cosa, trasformarlo in una release liberamente condivisibile è un’altra.
Per comprendere che cosa sia stato rimesso in funzione bisogna tornare all’estate del 1982, quando Richard Brodie iniziò a lavorare con il gruppo Microsoft a un elaboratore di testi controllabile con il mouse. L’impostazione grafica e WYSIWYG maturata da Charles Simonyi e Brodie nell’ambiente Xerox PARC distingueva Word in un mercato degli elaboratori di testi per PC dominato da WordPerfect.
Microsoft Word 1.0 debuttò il 25 ottobre 1983. Copie dimostrative della versione MS-DOS furono poi distribuite con il numero di novembre 1983 di PC World. Era ancora un prodotto nato prima dell’affermazione di Windows, ma portava già un’idea precisa: avvicinare ciò che appariva sullo schermo al documento finale, facendo della componente visiva e del mouse parti centrali del lavoro.
Il passaggio decisivo arrivò alla fine del 1989, quando Microsoft pubblicò la prima versione di Word per Windows al prezzo di 495 dollari per una licenza singolo utente. Finestre, mouse, caratteri proporzionali