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Il prompt di ChatGPT per trovare il prossimo libro da leggere
Ci sono due modi per trovare il prossimo libro da leggere. Il primo è il metodo classico: si entra in una libreria, si guarda la copertina, si legge il risvolto, si prende una decisione basata su un misto di intuizione e speranza. Il secondo è il metodo algoritmico: si compra un libro online e la piattaforma ne suggerisce altri cinque “simili” che in realtà sono simili solo per genere e non per sostanza. Entrambi i metodi funzionano, a volte. Entrambi deludono, spesso.
C’è un terzo modo che nessuno dei due riesce a replicare: avere un amico che conosce i propri gusti a menadito. Il problema è che quell’amico raramente esiste… ChatGPT non sostituisce quell’amico. Ma fa qualcosa che gli si avvicina: prende la lista dei libri preferiti, identifica gli schemi che li collegano, non solo il genere, ma il tipo di narrazione, il tono, l’approccio, i temi ricorrenti, e cerca libri recenti che condividano quegli stessi schemi.
L’approccio che funziona è dare a ChatGPT una lista dei propri libri preferiti, più sono specifici e diversi tra loro, meglio è, e chiedergli di trovare titoli recenti con le stesse qualità.
Prompt da utilizzare con ChatGPT: Consigliami dieci libri molto apprezzati pubblicati negli ultimi cinque anni. Devono essere simili ai seguenti libri che sono tra i miei preferiti: [elenco di almeno cinque-dieci titoli con autore]. Prima di darmi i consigli, analizza la mia lista e dimmi quali temi, stili narrativi e approcci ricorrono nei miei gusti. Poi usa quegli schemi per trovare libri che li condividano.
La parte cruciale è l’istruzione “analizza prima di consigliare“. Senza la quale ChatGPT tende a cercare libri dello stesso genere, che è un filtro troppo grossolano. Con l’analisi preliminare, il chatbot identifica schemi più profondi: la predilezione per le storie dietro le quinte di un’industria, l’attrazione per le autobiografie senza filtri, il gusto per l’analisi culturale intelligente, la preferenza per la narrazione che unisce giornalismo e racconto personale.
La prima cosa che il chatbot produce è il profilo dei propri gusti. Non una lista di generi, ma una mappa delle ragioni per cui certi libri attraggono più di altri.
Chi inserisce una lista eterogenea, autobiografie di musicisti, libri sull’industria dei videogiochi, romanzi distopici, saggi sulla cultura popolare, fumetti d’autore, scopre che ChatGPT trova i fili che collegano titoli apparentemente incompatibili.
Vedere i propri gusti letterari mappati in questo modo è un’esperienza curiosa, una specie di specchio che mostra non cosa si legge, ma perché si legge. E quella consapevolezza rende le raccomandazioni successive molto più mirate.
Le piattaforme di vendita online consigliano libri basandosi su due criteri principali: cosa hanno comprato altre persone che hanno acquistato lo stesso libro, e a quale genere appartiene il titolo. Sono filtri utili, ma rozzi, raggruppano per categoria merceologica, non per esperienza di lettura.
ChatGPT lavora a un livello diverso. Può riconoscere che un’autobiografia di un musicista e un saggio sull’industria dei videogiochi condividono lo stesso approccio narrativo, il racconto in prima persona di un mondo che il lettore non conosce dall’interno, e usare quel collegamento per suggerire un libro sull’industria cinematografica che condivide la stessa struttura. È un consiglio trasversale che nessun algoritmo basato sulle categorie produrrebbe mai, perché attraversa i confini dei generi seguendo un filo tematico che solo l’analisi del linguaggio naturale può cogliere.