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Avere 1.000 pianeti "non ha senso": ex Bethesda critica Starfield e spiega come avrebbe realizzato il gioco
Starfield sarebbe stato un gioco molto diverso se Nathan Purkeypile fosse stato responsabile della struttura generale del progetto. L'ex veterano di Bethesda, che ha lavorato per quattordici anni allo studio su titoli come Fallout 3, Fallout 4 e The Elder Scrolls V: Skyrim, lo ha dichiarato in una nuova intervista, criticando la decisione di costruire l'esperienza promettendo oltre 1.000 pianeti visitabili. A suo avviso, il team avrebbe dovuto concentrarsi su un numero molto più ridotto di mondi esplorabili, ciascuno caratterizzato da ambientazioni e contenuti realizzati a mano.
"Se fossi stato io a occuparmi di Starfield, non l'avrei fatto affatto in quel modo", ha spiegato Purkeypile ai microfoni di The Examined Game, che durante le prime fasi dello sviluppo aveva ricoperto il ruolo di lead lighting artist e aveva lavorato anche sulla città di Neon. Secondo l'ex sviluppatore, la grande quantità di pianeti ha inevitabilmente portato alla ripetizione dei contenuti, al punto che durante la missione principale si è imbattuto più volte nelle stesse location. "Se hai mille pianeti, finirai per ripetere le stesse cose", ha osservato, sottolineando come Bethesda avesse comunque un tempo limitato per realizzare dungeon e ambientazioni.
Purkeypile ritiene che l'approccio avrebbe potuto funzionare se Starfield avesse seguito fino in fondo la strada della generazione procedurale di No Man's Sky. Secondo lui, però, il gioco utilizza principalmente contenuti realizzati a mano che vengono semplicemente distribuiti in luoghi differenti, creando un'esperienza simile a quella dei pianeti opzionali di Mass Effect. "Se vuoi fare la cosa dei migliaia di pianeti, devi seguire completamente la strada di No Man's Sky e generare continuamente contenuti unici", ha spiegato, definendo il sistema di Starfield "space quilts", ovvero semplici pezzi di contenuto ricombinati in modi diversi.
Nel bene e nel male, Starfield ha attirato oltre 17 milioni di giocatori tra PS5, Xbox Series X/S e PC, considerando anche chi ha scaricato il titolo tramite Game Pass. Difficile dire se sia stato un successo all'altezza delle aspettative di Xbox e Bethesda, ma i numeri non sono certo quelli di un flop, e il terzo anno di supporto promesso da Todd Howard fa ben sperare per il futuro.