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NVIDIA potrebbe non aumentare la memoria delle future RTX 6070
NVIDIA potrebbe lasciare invariata la quantità di memoria video nella prossima generazione di schede grafiche di fascia medio-alta. Una recente indiscrezione assegna alla futura GeForce RTX 6070 12 GB di VRAM, mentre la GeForce RTX 6070 Ti dovrebbe fermarsi a 16 GB. Il mancato aumento rappresenterebbe una scelta dettata soprattutto dalla disponibilità dei componenti, più che da una valutazione puramente tecnica.
Alla base di questa decisione ci sarebbe una forte carenza di moduli GDDR7. Parte della capacità produttiva sarebbe stata riallocata verso applicazioni legate all'intelligenza artificiale, riducendo i margini disponibili per le GPU consumer. In questo scenario, aumentare la memoria delle nuove schede potrebbe comportare costi superiori o volumi produttivi insufficienti per sostenere un lancio su larga scala.
La strategia indicata dall'indiscrezione punterebbe quindi sul software per compensare i limiti della dotazione fisica. Il principale salto qualitativo della nuova famiglia sarebbe affidato a DLSS 5, descritto come un sistema di rendering neurale basato su un modello generativo con single-step diffusion transformer. La tecnologia trasformerebbe le informazioni geometriche della scena in fotogrammi fotorealistici, andando oltre i metodi di generazione dei frame impiegati finora.
Gli ingegneri starebbero concentrando il lavoro sull'elaborazione neurale di materiali e illuminazione. Una ricostruzione più efficace di questi elementi permetterebbe di ridurre il carico necessario per produrre l'immagine finale e, di conseguenza, la pressione sulla memoria locale. Il settore dell'elaborazione specializzata sta affrontando cambiamenti ancora più ampi, compresa la questione di quanto siano protetti i dati nell'era dei computer quantistici, ma nel gaming la priorità immediata resta ottenere più qualità dalle risorse disponibili.
L'impostazione avrebbe già un precedente nell'attuale DLSS 4.5. In modalità Performance, la tecnologia sarebbe in grado di ricostruire immagini molto vicine alla risoluzione nativa, partendo da una base decisamente inferiore. L'esempio indicato riguarda il rendering in 4K ottenuto elaborando inizialmente l'immagine a 720p, con un carico computazionale e una richiesta di memoria più contenuti.
Questo approccio renderebbe i 12 e 16 GB ancora sufficienti per un'esperienza stabile, almeno negli scenari nei quali l'upscaling neurale può intervenire in modo efficace. Restano però da verificare le prestazioni nei giochi con texture particolarmente pesanti, ray tracing avanzato e mod non ottimizzate, condizioni nelle quali la capacità fisica della VRAM continua ad avere un ruolo diretto.
Le configurazioni indicate non risultano ancora confermate ufficialmente e potrebbero cambiare prima della presentazione delle schede. Se l'indiscrezione fosse corretta, la prossima generazione punterebbe soprattutto sul rendering neurale anziché su un aumento della memoria. Sarebbe una scelta pragmatica davanti alla scarsità di componenti, ma destinata a riaprire il confronto sulla longevità delle GPU di fascia medio-alta.
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