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Porsche Taycan, game over: vendite in calo e uscita di scena
In un futuro sempre più incerto per l’industria dell’automotive 2.0, Porsche deve affrontare numeri a ribasso per la Taycan
La Taycan è stata svelata per la prima volta al Salone dell’automobile di Francoforte del settembre 2019, dopo anni di lavorazione sul prototipo Mission E. La prima vettura alla spina di Porsche ha preso forma sulla piattaforma J1 ed è stata la prima ad avere la ricarica in corrente continua da 270 kW a 800 volt. Il nome che deriva dalle parole macedoni turche tay e can “spirito di un cavallo vivace”, potrebbe aver già perso lo smalto luminoso che aveva spinto in una prima fase le vendite.
Non ci voleva un genio delle quattro ruote per capire che la Casa di Stoccarda si stesse prendendo un enorme rischio ad allontanarsi dalla tradizione termica. Le immatricolazioni hanno vissuto una fase di boom iniziale seguita da un netto calo negli ultimi anni. Nel 2020 la Taycan ha venduto oltre 20.000 unità, dando seguito a una crescita importante negli anni successivi, culminata nel 2023. Le consegne globali sono state le seguenti:
La Taycan era stata annunciata come simbolo della rivoluzione elettrica che avrebbe portato l’Ue al fatidico 2035, dead line dei motori termici. In base a quanto riportato da WirtschaftsWoche, la Porsche avrebbe pianificato di interrompere la produzione della Taycan entro il 2030. Il car market elettrico sta velocemente crollando, marcando dei numeri impietosi rispetto agli anni precedenti.
Il calo di interesse va valutato a livello globale, in Paesi dove prima le proposte elettriche di alto spessore europee erano accolte in modo favorevole. I clienti cinesi stanno prediligendo le proposte locali e, complice la guerra in Medio Oriente e i dazi americani, la contrazione è stata netta. I rumor parlano addirittura dello sposamento dell’intera produzione a Lipsia o di procedere a una chiusura anticipata e immediata del progetto. La Taycan potrebbe resistere sino a 2030, ma avrà una eredità?
Il numero uno di Porsche Michael Leiters, in un’intervista al Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha annunciato: “Abbiamo investito molto in questo modello e vogliamo vedere come si evolverà la domanda”. Un modo per prendere tempo in una fase di crisi, in attesa di una decisione definitiva. Il consiglio di fabbrica potrebbe mantenere la produzione a Stoccarda fino al 2030, ma se l’eredità non sarà colta da un nuovo modello elettrico sarà il segnale più evidente di un cambio di rotta.
Porsche puntava a raggiungere l’80% di vendite globali full electric entro il 2030. I ritmi attuali fanno credere che le speranze di Bruxelles su uno stravolgimento dei parchi circolanti si siano già dissolte. Cosa succederà tra 5 anni? Lo scopriremo solo vivendo.