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La NASA salva HALO: la tecnologia di Gateway finirà sulla Luna
La NASA ha cancellato Gateway, la stazione prevista in orbita lunare, ma una parte della sua tecnologia non finirà in magazzino. Northrop Grumman riutilizzerà componenti e interfacce del modulo abitativo HALO in tre dimostrazioni sulla superficie. L'obiettivo è verificare sistemi capaci di funzionare al polo sud della Luna, anche durante settimane di buio e freddo estremo. Per chi segue la tecnologia spaziale, è il passaggio da una stazione progettata sulla carta a hardware provato nel luogo dove dovrà sostenere robot e astronauti.
Northrop Grumman intende recuperare dal modulo incompleto interfacce elettriche, meccaniche, per i dati e per la distribuzione dell'energia. Le tre missioni Lunar Infrastructure Demo, indicate anche con la sigla LID, serviranno a sviluppare rapidamente sistemi per alimentazione, gestione termica, autonomia, comunicazioni e carichi utili. Secondo l'azienda, l'impiego di tecnologie derivate da HALO permetterà di raccogliere prima dati sulle prestazioni reali in ambiente lunare.
La conseguenza concreta riguarda il funzionamento di una futura base. La notte lunare può durare settimane, privando gli impianti della luce solare e sottoponendo batterie, elettronica e strutture a temperature estreme. Una base dovrà quindi immagazzinare e distribuire energia, gestire il calore, mantenere le comunicazioni e prendere decisioni senza un intervento continuo dalla Terra. Provare insieme energia e controllo termico consentirebbe di individuare guasti e limiti prima dell'arrivo degli equipaggi.
Il nuovo piano Artemis prevede quasi due dozzine di missioni senza equipaggio per preparare infrastrutture e servizi, mentre il primo ritorno umano sulla superficie è associato ad Artemis IV, pianificata verso la fine del 2028. La crescente attenzione operativa dedicata al satellite emerge anche nel modo in cui la NASA valuta i rischi asteroidali per la Luna; con le LID, però, il problema diventa soprattutto mantenere funzionanti macchine e habitat per periodi prolungati.
La scelta del polo sud dipende anche dalla presenza di ghiaccio d'acqua rilevato nella regione. Se potesse essere estratto e trattato in modo affidabile, fornirebbe acqua potabile, materiale per schermare le radiazioni e ingredienti per produrre propellente. Questa capacità, chiamata utilizzo delle risorse in situ o ISRU, ridurrebbe la massa da trasportare dalla Terra e renderebbe più sostenibili permanenze lunghe sulla superficie.
Il programma lunare è inoltre considerato un banco di prova per future missioni verso Marte. Produrre risorse e propellenti lontano dalla Terra potrebbe estendere l'autonomia dei veicoli spaziali: al lancio, infatti, il propellente rappresenta gran parte della massa di un razzo. Sistemi energetici, termici e autonomi sperimentati sulla Luna potrebbero quindi diventare elementi di un'infrastruttura per esplorazioni molto più lontane.
Restano limiti sostanziali. NASA e Northrop Grumman non hanno comunicato una data per le tre missioni LID, mentre HALO non è mai diventato una stazione operativa. Riutilizzare componenti già sviluppati può accelerare il programma, ma non dimostra ancora che essi resisteranno alla polvere, agli sbalzi termici e alle lunghe notti lunari. Anche il calendario di Artemis IV resta una pianificazione soggetta a revisioni tecniche e finanziarie.
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