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HateAid contro Ray-Ban Meta: perché vuole fermarli
I Ray-Ban Meta Wayfarer Gen 2, già disponibili sul mercato, sono al centro di una denuncia penale depositata in Germania contro i responsabili delle aziende coinvolte nella loro produzione e distribuzione. HateAid ha annunciato ufficialmente l’iniziativa il 12 agosto 2026, rivolgendosi alla Zentralstelle zur Bekämpfung der Internetkriminalität presso la procura generale di Francoforte. L’organizzazione sostiene che questi smart glasses possano rientrare tra i dispositivi camuffati capaci di registrare persone inconsapevoli.
La contestazione richiama gli articoli 8 e 27 del TDDDG tedesco, che disciplinano l’immissione sul mercato di apparecchi nascosti in oggetti di uso quotidiano e destinati a registrare immagini o conversazioni senza essere riconosciuti come tali. Secondo l’interpretazione giuridica di HateAid, un’eventuale condanna potrebbe comportare multe, pene detentive fino a due anni e la confisca dei profitti. Il procedimento si trova ancora nella fase iniziale: le violazioni indicate restano contestazioni dell’organizzazione denunciante e vale la presunzione d’innocenza.
Gli occhiali sviluppati da Meta integrano fotocamera e microfoni in una montatura simile a quella di un paio di occhiali tradizionali. La registrazione viene segnalata attraverso un LED frontale. Meta afferma che, a partire dalla seconda generazione, la fotocamera viene disabilitata quando il sistema rileva che l’indicatore è stato coperto o manomesso. HateAid considera insufficienti queste misure e chiede soluzioni Safety by Design, tra cui una marcatura della fotocamera chiaramente visibile e impossibile da alterare.
La questione era già sottoposta all’attenzione delle autorità tedesche. Dal 2025, il commissario per la protezione dei dati di Amburgo esamina i Ray-Ban Meta concentrandosi sulla riconoscibilità delle registrazioni, sui flussi di dati generati dagli occhiali e sull’impiego dei contenuti per le funzioni basate sull’intelligenza artificiale. L’analisi tecnica e giuridica dell’autorità procede su un piano distinto rispetto alla denuncia presentata a Francoforte.
Tra i soggetti indicati figurano i responsabili di Meta Platforms Technologies Ireland, Ray-Ban e Oakley, insieme alle catene Fielmann, Apollo-Optik, Mister Spex e MediaMarkt. Ray-Ban e Oakley appartengono a EssilorLuxottica, gruppo franco-italiano presente a livello internazionale e con un ruolo rilevante anche sul mercato italiano. HateAid riferisce inoltre che nel mondo sarebbero stati venduti oltre sette milioni di smart glasses Meta, dato usato dall’organizzazione per descrivere la portata della distribuzione del prodotto.
HateAid chiede alla magistratura di fermare la vendita dei Wayfarer Gen 2 in Germania e di valutare le responsabilità dei produttori e dei rivenditori coinvolti. Spetterà ora alla procura stabilire se avviare ulteriori accertamenti e se la configurazione degli occhiali ricada effettivamente nelle disposizioni richiamate. Per ora non risultano decisioni sul blocco commerciale richiesto né una pronuncia sulle accuse.
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