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Groq crolla a 3,5 miliardi dopo l'intesa con NVIDIA
La valutazione di Groq è scesa a circa 3,5 miliardi di dollari, quasi la metà dei 6,9 miliardi raggiunti nel settembre 2025. Il nuovo valore è emerso dopo il finanziamento annunciato a giugno e segue l’accordo con NVIDIA che ha portato alla licenza della tecnologia LPU e al passaggio di dirigenti e ingegneri chiave. Bloomberg attribuisce la cifra a persone informate sui termini dell’operazione.
Il 22 giugno 2026 Groq aveva comunicato un round da 650 milioni di dollari guidato da Disruptive e Infinitum. In quell’occasione la società aveva indicato l’ammontare raccolto, mentre la nuova valutazione non era stata resa pubblica. Il confronto è con il precedente finanziamento da 750 milioni, chiuso nel settembre 2025 con una valutazione post-money ufficiale di 6,9 miliardi.
Il cambiamento arriva dopo l’intesa firmata nel dicembre 2025 tra Groq e NVIDIA. L’accordo prevede una licenza non esclusiva della tecnologia LPU, sviluppata per accelerare i carichi di inferenza AI, e l’assunzione di alcuni dipendenti di Groq. Tra le persone passate a NVIDIA figurano il fondatore Jonathan Ross e il presidente Sunny Madra. L’operazione non comprende azioni di Groq, prodotti già esistenti o contratti con i clienti.
Le dimensioni economiche dell’accordo risultano dai documenti finanziari di NVIDIA. La società ha indicato 13 miliardi di dollari versati alla chiusura e altri 4 miliardi da pagare entro un anno. NVIDIA ha inoltre contabilizzato 14,4 miliardi di avviamento e 2,5 miliardi legati alla tecnologia sviluppata. La tecnologia concessa in licenza è stata incorporata nella piattaforma Groq 3 LPX.
Groq è rimasta una società indipendente e ha concentrato le proprie attività su GroqCloud e sulla gestione di infrastrutture di inferenza. La struttura dell’intesa lascia quindi a Groq i prodotti e i rapporti commerciali già avviati, mentre NVIDIA utilizza la tecnologia LPU all’interno della propria piattaforma e ha integrato parte del personale tecnico e dirigenziale.
La società dichiara di gestire 13 data center distribuiti tra Nord America, Europa, Medio Oriente e Asia-Pacifico, con oltre cinque milioni di sviluppatori serviti. Il piano industriale prevede di raggiungere circa 200 MW di capacità entro la fine del 2027. La valutazione di 3,5 miliardi resta una cifra riportata da Bloomberg sulla base dei termini del nuovo finanziamento, mentre Groq non l’ha comunicata ufficialmente.
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