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The Sinking City 2 Recensione: un survival horror degno degli incubi di Lovecraft
Il team di sviluppo ucraino Frogwares ha realizzato un survival horror in stile Resident Evil con qualche inciampo tecnico eppure pieno di cuore.
Con The Sinking City 2, Frogwares decide di dare una svolta decisiva alla propria serie, trasformandola in un survival horror moderno senza compromessi e senza contaminazioni che ne alterino la natura. Di ritorno nell'universo horror lovecraftiano che lo studio di sviluppo ucraino ha dimostrato di trattare con enorme competenza (leggete anche la recensione di Sherlock Holmes: The Awakened per approfondire), stavolta non ci sono più Charles Reed e la città di Oakmont. Troviamo al suo posto Calvin Rafferty, un nuovo protagonista rimasto coinvolto suo malgrado in una vicenda nella quale una tragedia privata finisce per intrecciarsi con qualcosa di molto più grande, torbido e incomprensibile. La storia si apre presentando un rituale occulto andato storto, in seguito al quale l'anima della donna amata da Calvin, Faye, rimane intrappolata in una sorta di limbo onirico sfuggente, mentre il suo corpo viene sottratto da forze ostili; nel tentativo di riportarla indietro, Calvin si ritrova così ad affrontare una situazione che, fin dalle prime battute, sembra avere poco a che fare con una semplice ricerca personale.
Il luogo in cui questa storia prende forma è Arkham, una scelta che per gli appassionati di Lovecraft ha un peso tutt'altro che marginale. A differenza di Oakmont, città originale costruita da Frogwares per il primo The Sinking City, Arkham appartiene direttamente alla geografia immaginaria dello scrittore di Providence ed è uno dei luoghi ricorrenti del suo universo narrativo, legato a doppio filo alla Miskatonic University e a quella particolare idea di New England in cui, dietro la rispettabilità delle piccole città e delle istituzioni accademiche, si nascondono culti, conoscenze proibite e presenze che l'uomo farebbe meglio a non conoscere.
Frogwares presenta dunque un luogo già profondamente radicato nell'immaginario lovecraftiano e lo trasforma nel teatro di una nuova catastrofe: Arkham è stata colpita da una misteriosa inondazione soprannaturale e, mentre l'acqua invade strade ed edifici, qualcosa di molto più inquietante sembra emergere dalle profondità della città.È proprio attraverso questa ambientazione che The Sinking City 2 comincia a mostrare in maniera più evidente il proprio legame con il Mythos. Tra le creature che Calvin dovrà affrontare ci sono proprio quegli esseri anfibi che rappresentano uno dei riferimenti più riconoscibili dell'opera di Lovecraft e che, soprattutto attraverso L'Ombra su Innsmouth, sono diventati parte integrante dell'immaginario dell'orrore cosmico. La loro presenza ad Arkham non significa necessariamente che il gioco stia raccontando una nuova versione degli eventi di Innsmouth, ma costituisce un richiamo preciso a quel mondo fatto di abissi, culti e antichi legami tra l'umanità e creature provenienti dalle profondità marine. In questo immaginario ottimamente ricreato si incastona quella che è una storia d'amore disperato, un tentativo di rendere possibile l'impossibile, di salvare la propria amata attraversando ciò che ha perso familiarità con la realtà. The Sinking City 2 è un gioco dal grande, grandissimo cuore, che come Calvin tenta di farcela a tutti i costi, un'opera che nonostante sia schiacciata dal peso di limiti tecnici e di budget riesce comunque a imporsi con la forza delle proprie ambizioni e della consapevolezza di ciò che sta offrendo al grande pubblico.Ed è un'offerta che difficilmente un amante dei survival horror riuscirebbe a rifiutare, perchè The Sinking City 2 è di fatto un degno esponente del genere, che pesca dai grandi per dare una sua chiave di lettura altrettanto moderna.
La trasformazione di The Sinking City 2 rispetto al primo capitolo è evidente soprattutto quando si prende il controller in mano. Frogwares ha infatti deciso di abbandonare la struttura da avventura investigativa che aveva caratterizzato il gi