// IGN ITALIA — GAMING
Marvel Tōkon: Fighting Souls - La recensione
Il mondo dei picchiaduro ha visto una grande rinascita, specialmente negli ultimi anni, grazie al ritorno di alcune tra le serie più importanti del genere. Solo parlando di pesi massimi: abbiamo avuto il ritorno di Street Fighter, Tekken, The King of Fighters, Guilty Gear e, in un prossimo futuro, arriverà anche un nuovo capitolo di Virtua Fighter. Questo, senza contare innumerevoli altri titoli, forse con un nome non altrettanto conosciuto, ma senza dubbio validi. Un periodo d’oro per un genere che, nonostante tutto, fatica ancora a trovare la sua strada, diviso infatti tra la volontà di accontentare la nicchia di appassionati e quella di aprirsi a un nuovo pubblico. Nessuna tipologia di videogioco porta un fardello del genere quanto i picchiaduro, che sono tra i titoli più complessi da padroneggiare e, per questo motivo, faticano a trovare nuovo pubblico.
Tutti i fighting game che sono arrivati negli ultimi anni hanno sperimentato per trovare un compromesso tra queste due anime così agli antipodi tra loro e non si è ancora trovata una formula perfetta, nonostante ci siano state intuizioni piuttosto valide. A servire un'esperienza adatta ai neofiti ma, allo stesso tempo, valida anche per i giocatori più competitivi, ci prova ora Marvel Tōkon: Fighting Souls, picchiaduro di Arc System Works creato in collaborazione con due titani dell’intrattenimento come Sony e Marvel. Il biglietto da visita, consistente nei popolarissimi supereroi della Casa delle Idee, è un perfetto modo per entrare nelle grazie di un pubblico più casual, ma il titolo sarà riuscito a fare un ulteriore passo verso il tanto agognato compromesso tra accessibilità e complessità dei sistemi di gioco?
Dopo svariate prove, tra diverse beta e una recente anteprima, con la versione completa di Marvel Tōkon: Fighting Souls ho finalmente potuto studiare nel dettaglio il combat system, riuscendo a comprendere anche quelle meccaniche più particolari che non era stato possibile approfondire nei fugaci momenti passati con il gioco in precedenza. Era già chiaro che il titolo ponesse le sue fondamenta sui sistemi tipici di Arc System Works, con un po’ di Guilty Gear e BlazBlue e qualche elemento che ricorda anche Dragon Ball FighterZ, in particolare per quanto riguarda gli assist. Come avevo già precisato nel mio precedente articolo, Marvel Tōkon: Fighting Souls non è un vero picchiaduro a squadre come lo erano i vecchi Marvel Vs. Capcom o, meglio, non è solo quello.
Si potrebbe definire un sistema libero e modulare - strada tentata con altri metodi anche da 2XKO - che permette al giocatore di decidere se utilizzare effettivamente tutto il team alternando i combattenti oppure trattare il gioco come un picchiaduro uno contro uno con l’aggiunta degli assist. Ovviamente nel mezzo ci sono tutte le varie combinazioni tra quanti personaggi si utilizzano effettivamente in combattimento e quanti, invece, come assist. In pratica, la scelta cambierà da giocatore a giocatore, che potrà quindi decidere di approcciarsi a Marvel Tōkon con il proprio stile preferito, e questa rappresenta una grande intuizione da parte degli sviluppatori giapponesi.
La singola barra della salute, infatti, non offre vantaggi sia che si utilizzi un solo personaggio, sia che li si utilizzino tutti e quattro direttamente, rendendo comunque fondamentale imparare a gestire bene gli assist, che fanno davvero la differenza per la portata di certe combo e, soprattutto, per i danni inflitti. Una cosa che ho notato è che c'è stata una correzione rispetto alla mia ultima prova: ora i danni sono stati molto ridimensionati, visto che prima bastavano delle combo molto semplici per ridurre l'energia dell’avversario quasi della metà. Adesso le sfide durano decisamente di più ed essere colpiti dall’offensiva nemica è meno punitivo.
Il sistema, come già detto in passato, è basato sui classici tre tasti d’attacco leggero, medio e forte, concatenabili in quest’ordine per fare una combo, a cui si aggiungono un tasto per le