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Rocket Lab lancia un satellite che vede la Terra anche al buio
Rocket Lab ha programmato dalla Nuova Zelanda il lancio di SUSANOO-II, un satellite per l'osservazione terrestre realizzato per la società giapponese iQPS. Il vettore Electron dovrà portarlo a 575 chilometri di quota. Il suo radar ad apertura sintetica (SAR) potrà acquisire dati anche di notte e attraverso le nuvole, superando due limiti tipici delle fotocamere ottiche. Per chi segue l'hardware, la missione mostra come sensori avanzati, piccoli razzi e potenza di calcolo stiano trasformando l'orbita in un'infrastruttura di monitoraggio.
Un satellite SAR non fotografa semplicemente il terreno. Trasmette impulsi radar verso la superficie e misura il segnale riflesso, combinando le osservazioni raccolte durante il movimento orbitale per ricostruire immagini dettagliate. Poiché il sistema produce la propria illuminazione elettromagnetica, non dipende dalla luce solare; le frequenze radar impiegate possono inoltre attraversare molte formazioni nuvolose. Il risultato è una capacità di osservazione più regolare rispetto ai soli sensori ottici, soprattutto nelle regioni spesso coperte da nubi.
Il lanciatore Electron, alto circa 18 metri, è progettato per offrire missioni dedicate ai piccoli satelliti. Se il volo procederà secondo il piano, lo stadio superiore denominato kick stage rilascerà SUSANOO-II circa 50 minuti dopo il decollo. La missione, chiamata “The Lightning God Defends”, prende il nome dal soprannome del satellite, ispirato alla divinità giapponese Susanoo. Sarà il nono lancio effettuato da Rocket Lab per iQPS.
Il veicolo entrerà nella futura costellazione di 36 satelliti che iQPS sta costruendo in orbita terrestre bassa. Disporre di molti sensori su piani orbitali coordinati riduce l'intervallo tra due passaggi sopra la stessa zona. Una rete simile potrebbe fornire immagini ad alta risoluzione con tempi di consegna ridotti, utili per valutare alluvioni e terremoti, controllare infrastrutture, seguire attività marittime o osservare cambiamenti del territorio.
La conseguenza industriale riguarda l'accesso a dati terrestri più frequenti senza dover attendere condizioni meteorologiche favorevoli. Servizi pubblici, assicurazioni, logistica e protezione civile potrebbero integrare le immagini radar nei propri sistemi decisionali. Questa corsa verso hardware spaziale miniaturizzato segue una tendenza comune ad altri settori deep tech, collegandosi anche alla nostra analisi sui materiali studiati per rendere più compatti i chip quantistici.
Un singolo satellite, tuttavia, non garantisce una copertura quasi in tempo reale dell'intero pianeta. La frequenza delle osservazioni promessa da una costellazione dipende dal numero di veicoli realmente operativi, dalla loro distribuzione orbitale e dalla velocità con cui le stazioni a terra ricevono ed elaborano i dati. Anche le immagini SAR richiedono calibrazione e competenze specifiche: non sono fotografie immediatamente interpretabili da qualsiasi utente.
Resta inoltre un passaggio decisivo: il decollo e il rilascio devono ancora concludersi correttamente secondo il programma descritto. Ritardi tecnici o meteorologici sono normali nelle attività spaziali, mentre le prestazioni effettive del satellite potranno essere verificate soltanto dopo i controlli in orbita. SUSANOO-II rappresenta quindi un nuovo elemento della rete iQPS, non ancora la realizzazione completa del servizio globale annunciato.
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