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Recensione HONOR Pad X9 Max: 13" per chi vuole fare tutto, senza esagerare col budget
Trovare un tablet da 13 pollici a un prezzo accessibile, costruito decentemente e con un software ottimizzato per lo schermo grande è più complicato di quanto sembri. Il mercato è pieno di prodotti che esagerano in una direzione sola: o enormi ma plastici, o ben costruiti ma costosissimi. Honor con il Pad X9 Max prova a occupare lo spazio nel mezzo, puntando su un pannello enorme, una batteria da record e un software che finalmente sfrutta tutta quella superficie. Il risultato è convincente, con qualche compromesso da mettere in conto.
Il Pad X9 Max si distingue dal primo momento in cui lo si prende in mano. Il telaio unibody in lega di alluminio ricavato da un unico blocco ha una finitura sabbiata che trattiene pochissimo le impronte e trasmette una solidità che raramente si trova a questo livello di prezzo. Gli angoli sono delicatamente arrotondati, le linee sono pulite, la rigidità strutturale è totale: nessun scricchiolio, nessuna torsione.
Con uno spessore di soli 6,72 mm e un peso di 618 grammi, il tablet riesce a essere sorprendentemente maneggevole per la sua diagonale. Tenerlo in verticale a una mano per periodi prolungati resta impegnativo, ma in orizzontale la distribuzione del peso è bilanciata e il comfort è buono. Certo, non potete pensare di guardare un intero film reggendolo in mano con comodità.
Il layout fisico in orientamento landscape è ben pensato: i quattro altoparlanti occupano i due lati corti (due per lato), la porta USB-C è sul lato destro, mentre sul bordo superiore si trovano il bilanciere del volume, il pulsante di accensione e lo slot per la microSD.
La fotocamera frontale da 5 megapixel è posizionata sul lato lungo, la scelta corretta per le videochiamate in orizzontale. Sul retro, nell'angolo superiore destro, c'è il sensore posteriore da 5 megapixel con flash LED. Parleremo successivamente delle fotocamere.
Da segnalare due assenze: il jack audio da 3,5mm non c'è, e il lettore di impronte nemmeno. Lo sblocco avviene tramite riconoscimento facciale, che però nella pratica è preciso e reattivo. Peccato però che manchi un livello di sicurezza ulteriore. Dovrete usare il PIN per proteggere il funzionamento delle app più sensibili.
La tastiera bluetooth inclusa nel bundle avvolge il tablet in una custodia che garantisce protezione a 360 gradi e si trasforma in stand con angoli regolabili. I tasti sono ben spaziati, con una corsa soddisfacente e un feedback tattile che rende la digitazione confortevole anche per sessioni lunghe. Il limite principale è l'assenza di un trackpad integrato: chi viene da un notebook se ne accorge subito.
Segnaliamo anche un bug che speriamo possa essere risolto con futuri aggiornamenti, dove quando si seleziona un campo di testo inizialmente compare la tastiera virtuale, finché non si inizia a digitare con quella fisica, anche se è connessa. Peccato anche che l'angolo di inclinazione sia uno solo.
La Honor MagicPencil 4s, venduta separatamente, ha 4.096 livelli di sensibilità alla pressione e si ricarica via USB-C. L'autonomia dichiarata è di 10 ore. Con un tempo di ricarica inferiore all'ora, è uno strumento comodo per annotazioni, firma di documenti e schizzi grafici. Peccato però che non solo non si ricarichi collegata al tablet, ma non ci si agganci e non ci sia un'alloggiamento pensato per il trasporto nella cover tastiera.
Il processore è il Qualcomm Snapdragon 6S 4G Gen 2 a 4 nm, octa-core (4x Cortex-A73 a 2,9 GHz + 4x Cortex-A53 a 1,9 GHz) con GPU Adreno 610. Honor lo affianca con 6 GB di RAM fisica nella versione top (4 GB nella versione base), espandibile fino a 18 GB complessivi tramite la tecnologia Honor RAM Turbo, che alloca dinamicamente parte dello storage come memoria virtuale.