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Prezzi server in forte aumento dal 2027, meglio pensarci adesso
Gli assemblatori a contratto che costruiscono i rack per l'intelligenza artificiale hanno avvisato i clienti che i sistemi Grace Blackwell e Vera Rubin spediti da inizio 2027 costeranno oltre il 15% in più, con differenze sensibili da una generazione di chip e da una configurazione di memoria all'altra. Fra i destinatari della comunicazione ci sono operatori che lavorano per Microsoft, Google e Oracle. Fonti della catena di fornitura riferiscono che la notifica è rimasta riservata ai clienti diretti, senza alcun listino pubblicato, e NVIDIA non ha risposto alle richieste di commento.
In questa filiera la cattiva notizia parte dall'assemblatore a contratto, l'anello più basso e meno visibile della catena. Chi avvita i moduli dentro i rack se ne accorge per primo, perché paga la distinta base per intero e lavora con margini troppo sottili per assorbire un colpo del genere. Quando il messaggio arriva al cliente ha già attraversato tre livelli di margine che nessuno vuole dichiarare.
Sui rack di classe VR200, che secondo le stime circolate nella filiera viaggiano intorno ai 2,1 milioni di dollari, la memoria arriverebbe a coprire il 29% della distinta base, contro un obiettivo di progetto vicino al 20%. Nessuna di queste cifre è ufficiale: sono numeri di lavoro che girano fra chi compone i sistemi. Il salto da un quinto a quasi un terzo resta comunque la spiegazione più solida della notifica, perché il resto del sistema non ha subito scossoni paragonabili negli ultimi diciotto mesi.
La memoria di sistema collegata alle CPU Vera sarebbe scesa da circa 55 a 28 TB per rack, mentre l'HBM4 di un NVL72 resta intorno ai 20,7 TB con package che arrivano a 288 GB. Tagliare capacità per contenere il prezzo è una scelta che il compratore paga due volte, la prima al momento dell'ordine e la seconda quando scopre quanto modello gli entra in macchina. Chi progetta hardware se ne era accorto con un anno di anticipo sul mercato, e a questo punto la RAM non è più la commodity che si comprava a peso guardando solo il numero di core.
I prezzi contrattuali della DRAM per server sono cresciuti del 13-18% su base trimestrale nel terzo trimestre del 2026, e la traiettoria attesa copre il periodo che va dalla seconda metà del 2026 alla seconda metà del 2027, con un ritmo in progressiva moderazione. Nello stesso quadro il fatturato dell'industria DRAM è salito dell'81% in un singolo trimestre a inizio anno, mentre l'offerta di bit per moduli RDIMM cresce del 15-20% su base annua. Una domanda che corre più veloce dell'offerta di silicio produce sempre lo stesso risultato, e non serve un modello econometrico per anticiparlo.
Gli istituti che rilevano questi listini misurano il costo di un componente, e nessuno di loro ha mandato la notifica ai clienti dei rack: le due cose vanno tenute separate, perché la prima è pubblica e verificabile e la seconda resta una comunicazione riservata riferita da fonti anonime. La proiezione più citata sui moduli standard indica un raddoppio del prezzo di un RDIMM DDR5 da 64 GB fra inizio 2025 e fine 2026, e chi segue il mercato dei moduli sa già che la situazione è peggio di quanto suggeriscano le medie di settore.
La quota di wafer DRAM destinata all'HBM è passata dal 18% del 2025 al 22% del 2026, con una proiezione al 30% per il 2027. Il meccanismo è meno esotico di quanto sembri: l'HBM impila e collauda, quindi consuma molta più superficie di silicio per bit utile rispetto a un modulo convenzionale, e ogni punto percentuale spostato su quel fronte sottrae capacità a tutto il resto. Il rincaro dei server si propaga così ai prodotti che con l'AI non c'entrano nulla, dai server aziendali tradizionali ai portatili, tanto che perfino può costare di più la manutenzione ordinaria del parco macchine.
La quota di wafer riservata all'HBM è una decisione industriale che si prende in tre stabilimenti al mondo, e conta più di qualsiasi previsione di mercato. Chi produce memoria ha imparato che vendere lo stesso silicio ai data