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Prezzi di iPhone 18 Pro, le mosse di Samsung mitigano i timori
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Il rincaro per iPhone 18 Pro ci sarà, ma potrebbe non essere così terrificante come ci si attendeva in precedenza. A fornire uno spiraglio di ottimismo rispetto alle cupe previsioni dei giorni passati elaborate in scia allo sconquasso provocato dall’aumento dei costi dei componenti, sono le mosse della rivale di sempre: Samsung.
I coreani, arrivati poche settimane fa con i loro Galaxy, hanno infatti aumentato i prezzi rispetto alla generazione precedente, ma in misura relativamente contenuta, nell’ordine dei 100 dollari, circa il 10%.
Samsung avrebbe deciso, come riferisce Mark Gurman, di assorbire una parte dei maggiori costi riducendo i margini e lavorando anche sulla scelta dei componenti, alcuni dei quali prodotti internamente, per evitare un impatto troppo pesante sulle vendite.
Samsung è una delle poche aziende che nel mercato degli smartphone premium si colloca vicino ad Apple per prezzi. Per Cupertino diventerebbe quindi difficile allargare troppo il divario. Da qui l’ipotesi di un aumento simile, intorno al 10%, che porterebbe iPhone 18 Pro negli Stati Uniti dagli attuali 1.099 a 1.199 dollari.
La cifra resta importante, ma è decisamente inferiore alle stime più pessimistiche circolate nelle ultime settimane. A fine luglio Jeff Pu aveva prospettato aumenti tra 250 e 300 dollari, uno scenario che avrebbe potuto spingere i prezzi italiani di iPhone 18 Pro verso quota 1.700-1.800 euro e quelli di Pro Max intorno ai 2.000 euro.
Anche TrendForce che ha stimato per iPhone 18 Pro da 256 GB un aumento di circa il 38% della distinta base, indicava come possibile contromisura il sacrificare una parte dei margini per evitare di trasferire integralmente l’aumento sui clienti.
C’è poi un elemento che per Apple pesa probabilmente ancora più che per Samsung. Ogni iPhone venduto non genera soltanto il margine sull’hardware, ma alimenta per anni un ecosistema di servizi e acquisti ricorrenti, da iCloud all’App Store fino agli abbonamenti Apple.
Un aumento troppo aggressivo, capace di frenare le vendite degli iPhone, rischierebbe quindi di avere effetti anche sui ricavi successivi. Per Apple potrebbe essere più conveniente rinunciare a una parte del margine sul telefono pur di difendere la base installata e tutto ciò che questa genera nel tempo.
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