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Strage di Bologna, Bellini in un video dal carcere attacca i giudici
Parla, 'straparla' e lancia messaggi Paolo Bellini, anche in video, dal carcere di Padova, dov'è detenuto, come ha sempre fatto durante tutti i gradi di giudizio dei processi che hanno stabilito che l'ex terrorista reggiano è uno degli esecutori materiali della Strage del 2 agosto 1980.
Parla dei giudici che lo hanno condannato, attaccandoli, parla dei giornalisti, di chi ha scritto libri su di lui, della sua richiesta di eutanasia, di una perizia video che lui stesso ha commissionato e parla dell'ex moglie Maurizia Bonini, che riconoscendolo nel filmato Super 8 del turista Harold Polzer girato alla stazione subito dopo l'esplosione della bomba ha fatto crollare il suo alibi durato più di 40 anni.
I filmati, girati nella sala colloqui dell'istituto penitenziario, fanno parte di una videochiamata con il figliastro e quindi, a quanto si apprende da ambienti del carcere di Padova, sarebbe stata un'altra persona a registrare e diffondere il filmato, da un luogo al di fuori dell'istituto.
"Dichiarazioni pubbliche su giudici e testimoni dal tenore intimidatorio: occorre fare immediata luce sulle modalità con cui Bellini, abbia potuto realizzare e far uscire dal carcere una serie di videomessaggi diffusi in questi ultimi giorni", dice la deputata reggiana, Ilenia Malavasi, prima firmataria di un'interrogazione rivolta al ministro della Giustizia. Per questo lei, e altri deputati Pd, chiedono a Nordio se sia a conoscenza dei fatti ed eventualmente se tali registrazioni all'interno della struttura di Padova siano state autorizzate. Ora il Tribunale di Sorveglianza, oppure il Dap, potrebbero fare accertamenti e prendere provvedimenti. Bellini, che nel corso della sua storia è stato ladro, truffatore, latitante in Sud America, killer di mafia, confidente dei servizi e infine stragista, ha tenuto all'oscuro anche i suoi avvocati.
"Noi non abbiamo a che fare con la diffusione di video dal carcere di Padova fatta da Paolo Bellini, è una sua iniziativa", ha spiegato uno dei suoi legali, Antonio Capitella". Le parole di Bellini, il tono che usa, ricalcano le frasi intimidatorie contro l'ex moglie e contro il giudice che lo condannò in primo grado per la bomba alla stazione di Bologna: frasi che vennero intercettate nell'ambito delle inchieste delle Dda di Caltanissetta e Firenze sulla strage di Capaci e dei Georgofili mentre Bellini si trovava ai domiciliari. E che lo fecero tornare in carcere ancor prima della condanna per la strage.
"L'interrogazione promossa dalla deputata Malavasi ci trova, come Associazione, perfettamente allineati essendo anche noi rimasti stupiti e preoccupati da come Bellini abbia potuto trovare un canale aperto per dichiarazioni apparentemente farneticanti, ma con riferimenti precisi al processo e potenzialmente messaggi", ha detto il presidente Paolo Lambertini. "Forse sono messaggi perché si sta ancora indagando a Caltanissetta o a Firenze su eventuali sue responsabilità e collegamenti con le stragi del '92 e '93? Speriamo che la risposta del ministro Nordio sia chiara, esaustiva, concreta".