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La difesa degli agenti arrestati: 'Abbiamo dimostrato che non c'è stato peculato'
"Abbiamo dimostrato, dal nostro punto di vista, che non c'è stata appropriazione" di denaro da parte degli agenti arrestati. È quanto ha spiegato l'avvocata Susanna Rita Marangoni, legale di Denni Dileo, uno degli agenti della Polizia Locale arrestati per peculato, arresto illegale e falso ideologico, al termine dell'udienza di oggi davanti al Tribunale del Riesame di Milano. Il collegio è chiamato a decidere sulle misure cautelari di Denni Dileo e Rosario Piscopo, i due agenti ancora in carcere a San Vittore dopo i 5 arresti del 6 agosto. Le difese hanno chiesto la revoca della custodia cautelare o, in subordine, una attenuazione. Nessuno dei due era presente in aula.
Dimostrare l'assenza di peculato "era il focus su cui ci siamo concentrati - ha aggiunto Marangoni - e abbiamo svolto indagini difensive che hanno fatto luce e hanno potuto ricostruire già quello che gli indagati avevano fornito". La difesa ha depositato memorie e, secondo la legale, "è stato cristallizzato tutto", anche attraverso la copia forense dei supporti telefonici. "Ora la Procura proseguirà le sue indagini", ha aggiunto. La difesa confida quindi che la misura venga "revocata o quanto meno attenuata". "Gli assistiti sono tranquilli, quello che dovevano dire l'hanno già detto negli interrogatori", ha concluso. Anche l'avvocato Pietro Stimolo, difensore di Piscopo, ha depositato una memoria integrativa. "Sosteniamo che non ci sia stato peculato e nell'integrazione della memoria abbiamo sottolineato questo elemento perché risulta fondamentale per affievolire la misura cautelare", ha spiegato. La decisione del Riesame potrebbe arrivare questo pomeriggio o domani mattina. Al centro dell'inchiesta del pm Giovanni Tarzia c'è l'arresto di un presunto pusher avvenuto a Corsico il 16 luglio. Secondo l'accusa, gli agenti si sarebbero appropriati di 1.450 euro nell'ambito dell'operazione. Le difese contestano proprio l'appropriazione del denaro. Il primo Riesame, il 21 agosto, aveva già disposto gli arresti domiciliari per Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese. La commissaria Ilenja Sabato era già ai domiciliari.
Il Tribunale del Riesame di Milano aveva disposto gli arresti domiciliari per Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese, i due agenti della Polizia Locale arrestati il 6 agosto con le accuse di peculato, falso ideologico e arresto illegale. Nell'udienza del 21 agosto la difesa composta dagli avvocati Giovanni Briola, Daniela Mazzocchi e Giacomo Gualtieri aveva chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere o, in subordine, una misura meno afflittiva, contestando in particolare l'attualità del pericolo di inquinamento probatorio.
In aula i legali avevano inoltre presentato nuovi elementi difensivi sulla contestata appropriazione di 1.450 euro, tra cui la testimonianza della confidente utilizzata nell'operazione antidroga, secondo cui il denaro sarebbe stato restituito al termine dell'operazione. Al centro dell'inchiesta del pm Giovanni Tarzia c'è l'arresto di un presunto pusher avvenuto a Corsico il 16 luglio. Secondo l'accusa, i cinque agenti avrebbero operato fuori dal territorio di competenza della Polizia Locale e, dopo l'arresto, si sarebbero appropriati dei 1.450 euro.