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Una RTX 4090 perde 1,5 GB di memoria, ma Gigabyte non la cambia
Una scheda Gigabyte acquistata presso un rivenditore autorizzato in Romania sta mostrando un progressivo degrado della memoria, ma tre interventi in assistenza non hanno portato alla sostituzione. Il proprietario sostiene che la sua NVIDIA GeForce RTX 4090 abbia ormai perso 1,5 GB di VRAM sui 24 GB originali. Il produttore avrebbe invece concluso che la GPU funziona regolarmente sulla base delle verifiche svolte nei propri laboratori.
Il modello coinvolto è una RTX 4090 Windforce V2 comprata nel novembre 2023, con garanzia in scadenza nel novembre 2026. I dati diagnostici raccolti dall'utente indicano 33 righe rimappate in seguito a errori non correggibili. Il meccanismo di rimappatura consente alla scheda di escludere le porzioni difettose, ma la capacità disponibile si sarebbe progressivamente ridotta fino a lasciare utilizzabili soltanto 22,5 GB.
Anche il Visualizzatore eventi di Windows avrebbe registrato errori GDDR non correggibili su tre diverse partizioni del sistema. Il risultato più netto arriva però dal test della memoria video di OCCT, che avrebbe contato 4,7 milioni di errori in appena 15 secondi. Sono numeri difficili da conciliare con una memoria pienamente operativa, anche se la scheda continua ad avviarsi e a gestire carichi grafici.
La RTX 4090 è già rientrata tre volte presso l'assistenza, ma ogni verifica si è conclusa con la restituzione dello stesso esemplare. Gigabyte avrebbe sostituito la pasta termica senza intervenire sui chip di memoria, affidandosi anche a prove come FurMark. Un benchmark di carico sulla GPU, tuttavia, non sollecita necessariamente la VRAM nello stesso modo di uno strumento progettato per individuare celle corrotte ed errori persistenti.
Guasti diversi richiedono percorsi diagnostici differenti: mentre una PNY RTX 5090 andata in fumo dopo appena due giorni mostrava un cedimento evidente, il degrado della memoria può lasciare la scheda abbastanza operativa da superare un carico grafico generico. L'assenza di crash durante un benchmark non elimina gli errori registrati dai test mirati né la riduzione della memoria disponibile.
A differenza dei moduli RAM installati sulla scheda madre, i chip di memoria video sono saldati e non possono essere sostituiti direttamente dall'utente. La procedura RMA deve quindi stabilire se i dati del row remapper e gli errori rilevati siano sufficienti per autorizzare una riparazione specialistica o la sostituzione completa della scheda. È proprio su questo criterio diagnostico che le posizioni delle due parti divergono.
Il proprietario ha infine presentato un reclamo agli organismi per la tutela dei consumatori, chiedendo che i dati del row remapper vengano considerati prima della scadenza della garanzia. La sostituzione non risulta ancora autorizzata e il confronto resta aperto: la GPU funziona, ma i test specifici descrivono una memoria deteriorata e una capacità inferiore a quella acquistata.
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