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Alien Breed, il ritorno: annunciata la 35th Anniversary
Alien Breed torna con una raccolta dedicata ai suoi primi sei capitoli. Il 24 agosto 2026 Commodore ha annunciato Alien Breed 35th Anniversary Collection, sviluppata da Antstream insieme a Team17, proprietaria della serie. Non è soltanto una confezione per conservare il passato: i giochi pubblicati su Amiga fra il 1991 e il 1996 vengono adattati a PC e console con nuovi controlli, salvataggi istantanei, cooperativa online e modalità aggiuntive.
La Collection comprende Alien Breed, Alien Breed: Special Edition, Alien Breed II: The Horror Continues, Alien Breed: Tower Assault, Alien Breed 3D e Alien Breed 3D II: The Killing Grounds. È quindi un ritorno dai confini molto chiari: racconta la prima era della serie, dalla visuale dall’alto alla svolta in prima persona, senza includere la trilogia del 2009-2010 o il rifacimento pubblicato nel 2013.
La domanda concreta è se questi giochi siano stati soltanto riproposti oppure resi davvero utilizzabili nel 2026. La risposta, almeno per le caratteristiche annunciate, è incoraggiante: controlli twin-stick, vibrazione, formati 4:3 e 16:9, filtri CRT e salvataggi istantanei intervengono sugli attriti inevitabili di titoli concepiti per un’altra epoca, lasciando al giocatore la scelta fra presentazione originale e adattamento moderno.
C’è anche una distinzione importante rispetto al servizio per cui Antstream è conosciuta: Alien Breed 35th Anniversary Collection è un prodotto scaricabile autonomo. Non usa lo streaming di Antstream Arcade e non richiede una connessione per giocare offline. La rete serve invece alla cooperativa peer-to-peer, affiancata da quella locale, mentre su Xbox è indicato il supporto per due giocatori.
Nel 1991 Alien Breed fu il secondo gioco di Team17 e il suo primo grande successo. Era uno sparatutto fantascientifico con visuale dall’alto, ma il fuoco rappresentava soltanto una parte della pressione: munizioni e risorse dovevano essere gestite mentre uno o due giocatori attraversavano simultaneamente i corridoi della stazione Intex, dentro un’atmosfera da horror fantascientifico.
La solidità tecnica contribuiva in modo decisivo a quella formula. Il motore gestiva lo scorrimento a 360 gradi e un aggiornamento a 50 fps, mantenuto anche durante le partite a due. Allister Brimble lasciò liberi tutti e quattro i canali audio dell’Amiga durante il gioco; persino il verso degli alieni aveva un’origine memorabile, ottenuto rallentando miagolii di gattini e mescolandoli con un’esplosione.
La crescita fu rapidissima. Nel 1992 Alien Breed: Special Edition raddoppiò i livelli, introdusse missioni al buio e rimase nelle classifiche britanniche per oltre un anno. Nel 1993 Alien Breed II arrivò nelle versioni ECS e AGA con 14 nuove aree e quattro personaggi selezionabili, mostrando quanto Team17 intendesse ampliare la struttura senza abbandonare l’impostazione originale.
Nel 1994 Tower Assault concluse la fase 2D classica trasformando la progressione in un’avventura non lineare, con oltre 250 percorsi possibili per arrivare alla conclusione. Era un cambiamento sostanziale: non un semplice aumento di stanze e nemici, ma una moltiplicazione degli itinerari attraverso una formula ormai riconoscibile.
Alien Breed 3D, nel 1995, e The Killing Grounds, nel 1996, portarono invece la serie nello sparatutto in prima persona. Il secondo venne preparato per configurazioni Amiga con 2 o 4 MB di RAM, sacrificando alcuni effetti grafici sulle macchine meno espanse. Nel 1997 il suo codice sorgente completo fu distribuito su un CD allegato ad Amiga Format.
Dopo tredici anni senza nuovi episodi, il marchio riapparve nel 2009 con Alien Breed Evolution, poi rielaborato come Alien Breed: Impact per PC e PlayStation 3. Alien Breed 2: Assault e Alien Breed 3: Descent completarono nel 2010 la trilogia moderna realizzata con Unreal Engine; nel 2013 arrivò infine il rifacimento dell’originale firmato da Team17 e Bloober Team. Nessuno di questi titoli fa parte della nuova raccolta.