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Il calendario dei vaccini USA potrebbe cambiare ancora
Il Department of Health and Human Services degli Stati Uniti ha aperto una consultazione pubblica su come classificare i vaccini raccomandati dal governo federale. L'iniziativa potrebbe modificare il calendario vaccinale per bambini e adulti senza eliminare formalmente singoli prodotti: cambiare la categoria di una vaccinazione può infatti influenzare quando e a chi viene proposta dai medici.
Il sistema attuale distingue tre gruppi principali. Alcuni vaccini sono raccomandati universalmente, altri sono destinati alle persone esposte a particolari rischi, mentre un terzo gruppo viene somministrato attraverso una decisione clinica condivisa tra medico e paziente. Questa struttura orienta il lavoro degli operatori sanitari, i promemoria durante le visite e le valutazioni delle famiglie.
Nell'avviso pubblicato sul Federal Register, il dipartimento chiede osservazioni sull'introduzione di nuove definizioni, tra cui vaccini raccomandati ma non durante l'infanzia oppure raccomandati con riserva. Il significato operativo di queste formule non è ancora definito. L'HHS afferma di voler considerare la solidità delle prove, i benefici individuali e collettivi, le circostanze personali e i valori dei pazienti.
Secondo David Mandell, professore di psichiatria all'Università della Pennsylvania, la consultazione potrebbe preparare il terreno per avere meno vaccinazioni considerate di routine e più raccomandazioni condizionate, personalizzate o rinviate. Mandell ricorda che i vaccini pediatrici vengono valutati attraverso studi clinici con placebo o gruppi di confronto e, dopo l'approvazione, mediante sistemi di sorveglianza post-autorizzazione capaci di rilevare anche effetti avversi rari.
La richiesta arriva dopo un ordine esecutivo del presidente Donald Trump volto a limitare le vaccinazioni infantili e a riorganizzarne la somministrazione. Tra le indicazioni figurava la separazione del vaccino MMR contro morbillo, parotite e rosolia in tre iniezioni distinte, una proposta criticata dagli esperti per la mancanza di un sostegno scientifico. Il quadro si inserisce nelle precedenti proposte di Trump sui vaccini infantili, già oggetto di contestazioni legali e sanitarie.
Una riclassificazione avrebbe conseguenze pratiche anche senza cancellare un vaccino dal programma federale. Se una dose non fosse più considerata universale, i professionisti potrebbero avere meno obblighi o incentivi a ricordarla durante le visite. Secondo Mandell, questa minore visibilità potrebbe alimentare l'esitazione vaccinale e ridurre il numero di bambini protetti contro malattie prevenibili.
L'American Academy of Pediatrics ha comunicato di stare esaminando la richiesta e di voler presentare una risposta formale attraverso il portale governativo. Il pubblico potrà inviare osservazioni fino al 20 settembre. Al momento non è stata adottata alcuna nuova classificazione: la procedura è ancora consultiva e non consente di stabilire quali vaccini potrebbero essere spostati, né quali regole cliniche o amministrative ne deriverebbero.
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