// TOM'S HARDWARE ITALIA — MOBILE & WEB
Il primo Meta Quest si libera dai server Meta con un nuovo bootloader
Il progetto QuestStack ha messo a punto una procedura che sblocca il bootloader del primo Meta Quest, garantendo il controllo completo sul visore e rimuovendo la dipendenza dai servizi online del produttore. Il dispositivo può così essere configurato, avviato e utilizzato anche senza passare dai server Meta, un requisito che finora limitava la possibilità di preservare l'hardware nel lungo periodo.
La soluzione combina vulnerabilità già conosciute nel processo fastboot di Android all'interno di una catena di escalation dei privilegi. Il risultato è un accesso root completo, ottenibile collegando il visore a un PC e seguendo una procedura disponibile attraverso un'interfaccia web. Il sistema è stato semplificato al punto da non richiedere il download preventivo di strumenti o pacchetti sul computer.
Lo sblocco elimina diversi vincoli imposti dall'ecosistema ufficiale. I proprietari possono installare applicazioni tramite sideload senza registrare un account Meta Developer e senza attivare la modalità sviluppatore dall'app mobile dell'azienda. Anche la configurazione iniziale e il login di un visore appena ripristinato possono essere completati senza affidarsi all'infrastruttura remota di Meta.
Questa indipendenza prolunga concretamente la vita del dispositivo. Se i server incaricati dell'attivazione e degli aggiornamenti venissero dismessi, un Quest originale rimasto inutilizzato o ancora sigillato non diventerebbe automaticamente inutilizzabile. La nuova interfaccia web offre inoltre agli appassionati una strada più accessibile rispetto alle tradizionali procedure di modding basate su strumenti da riga di comando.
Gli sviluppatori stanno già valutando funzioni che il controllo root potrebbe rendere disponibili. Tra queste figura l'attivazione dei 90 Hz, frequenza che l'hardware sarebbe in grado di gestire ma che il sistema operativo aveva limitato a 72 Hz per ragioni legate alle prestazioni. Restano da verificare stabilità, autonomia e comportamento termico con il pannello spinto oltre la configurazione prevista.
Altri esperimenti puntano alla compatibilità con controller VR alternativi, ampliando le possibilità di riutilizzo del visore quando gli accessori originali non sono più disponibili. Esiste un precedente ufficiale: nel 2021 Oculus Go ricevette un aggiornamento per il pieno accesso root, pensato per consentire agli utenti di riconvertire l'hardware e conservarlo anche dopo lo spegnimento dei servizi di aggiornamento.
QuestStack potrebbe teoricamente funzionare anche su alcuni Quest 2 dotati di firmware meno recenti, ma lo sviluppo non è ancora considerato abbastanza sicuro. Secondo l'autore del progetto, il rischio di rendere inutilizzabile il visore supera attualmente i benefici dello sblocco. La procedura rimane quindi concentrata sul modello originale, dove rappresenta già uno strumento concreto per preservare una piattaforma VR altrimenti legata all'infrastruttura del produttore.
Aggiungi Tom's Hardware alle tue fonti preferite su Google