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Perché i nuovi giochi multiplayer finiscono spesso per fallire? La risposta del CEO di Epic Games
Negli ultimi anni il mercato dei videogiochi multiplayer ha assistito a una lunga serie di lanci deludenti, con numerosi titoli incapaci di conquistare una base d'utenza stabile nonostante investimenti milionari. Secondo Tim Sweeney, CEO di Epic Games, una delle principali ragioni di questi fallimenti è legata alle abitudini sociali dei giocatori. In un'intervista concessa alla testata sudcoreana Inven Global, il dirigente ha spiegato come gli utenti tendano a restare all'interno delle community già consolidate in giochi come Fortnite, Call of Duty, Counter-Strike e Apex Legends, rendendo estremamente difficile il successo di nuove esperienze multiplayer.
Sweeney sostiene che il problema non riguardi soltanto la qualità dei giochi in uscita, ma soprattutto la difficoltà di spostare interi gruppi di amici da un titolo all'altro. Secondo il CEO di Epic Games, solo le cosiddette "mega-hit", fenomeni che emergono una volta ogni pochi anni, riescono davvero a innescare una migrazione di massa della community. Nella maggior parte dei casi, i giocatori preferiscono continuare a divertirsi con il proprio gruppo abituale piuttosto che rischiare di avventurarsi da soli in una nuova esperienza online, anche quando questa propone idee originali o particolarmente innovative.
Naturalmente, il dirigente riconosce che esistono anche altre cause dietro le difficoltà del settore, tra cui budget sempre più elevati e cicli di sviluppo diventati eccessivamente lunghi. Tuttavia, il fattore sociale rappresenta una barriera unica per i giochi multiplayer moderni. A rafforzare questa dinamica contribuiscono inoltre sistemi come stagioni, Pass battaglia e microtransazioni, pensati per incentivare l'investimento continuo dei giocatori in un singolo ecosistema. Un modello che premia la fidelizzazione delle community esistenti, ma che allo stesso tempo rende sempre più complicato per i nuovi arrivati trovare spazio in un mercato dominato da pochi giganti.